Pietragalla, città fortificata senza mura, è un interessante borgo della Basilicata che incuriosisce per delle particolari costruzioni vinicole situate appena fuori dal centro abitato, i Palmenti. Accompagnata da Rocchina di Pietragalla Experience, ho passeggiato tra queste casette dall’atmosfera fiabesca che, poste a diverse altezze sotto un manto erboso, ricordano un villaggio degli Hobbit.

Di recente ristrutturazione, il Parco Urbano dei Palmenti è un singolare esempio di architettura rurale risalente probabilmente ai primi anni dell’800. Si tratta di strutture ipogee scavate nella roccia arenaria ed utilizzate per vinificare il vino: il termine palmento deriva dal latino “paumentum” e indica l’atto del battere, del pigiare.
Acquistati dal Comune, attualmente si contano circa 200 palmenti di varie dimensioni, ognuno contraddistinto da almeno 3 vasche poste a diverse quote: quella per la pigiatura dell’uva, generalmente la più piccola e alta, una grande vasca per la fermentazione del mosto e quella per la tiratura del vino posta sul pavimento.
L’uva raccolta veniva trasportata sul dorso degli asini fino ai palmenti e pigiata da donne e bambini a piedi nudi.
Se ogni famiglia vinificava nel proprio palmento, il vino veniva invece conservato in città nelle cosiddette rutt, “cantine comunitarie” scavate nel tufo al di sotto del piano viabile. Ne troverai tantissime addentrandoti in via Mancosa, nel nucleo più antico del borgo corrispondente al primo dei tre cerchi concentrici su cui è costruita Pietragalla.
Questa cittadina di circa tremila abitanti in provincia di Potenza è rappresentata da un gallo su tre colli. Di struttura medievale, è dominata dal Palazzo Ducale da cui si gode di una splendida vista sulla vallata circostante fino alla vicina Acerenza.
Realizzato in più secoli, il Palazzo sorge lì dove si trovava una Basilica probabilmente bizantina ed è contraddistinto da un cortile interno, ampi saloni, due finestre con balaustra e un loggiato esterno. Percorrendo il suggestivo passaggio archivoltato – appena sotto le finestre – ci ritroviamo immersi in una tranquilla atmosfera di altri tempi tra vicoli fioriti, case in pietra e archi.
Qui potrai visitare il Museo della Civiltà Contadina, con i classici vestiti del borgo, strumenti e oggetti della vita quotidiana contadina, e la Chiesa Madre anticamente dedicata a San Nicola di Bari, oggi a San Teodosio. Iniziata nel 1200 e terminata nel 1720, ha un impianto a croce latina e un ingresso laterale.



𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere
- Con Pietragalla Experience potrai rivivere “lu mozza’h ind a la rutt”, una degustazione di vino, formaggi e salsiccia, proprio come si faceva una volta per assaggiare il vino!
- Segna in agenda Cantinarte, l’evento estivo di musica e arte con esposizioni fotografiche, artistiche e degustazioni di specialità eno-gastronomiche locali tra i vicoli e le rutt del borgo!
Grazie ancora una volta a Carmelina di Marmo Melandro Viaggi, a Francesca di Viaggi del Milione e alle guide Caterina Corleto e Nicola Masi per avermi coinvolta in questo emozionante Educational Tour.
Ci sarebbe ancora tanto da scrivere su questa minuscola ma ricchissima regione, che come avrai capito amo particolarmente, intanto però potrai scaricare qui la mia guida gratuita sulla Basilicata (è in formato digitale, così da averla sempre disponibile sullo smartphone)!
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A presto,
Marianna
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