Se qualcuno mi propone un viaggio in Basilicata, la mia risposta è sempre “quando si parte?”. Questa regione italiana, tanto piccola quanto ricca di bellezze, continua a lasciarmi senza fiato!
Oggi ti porto alla scoperta di Marsico Nuovo, città dai 3000 anni di storia che, come avrai capito dal titolo di questo articolo, non ha deluso le mie aspettative. Tra chiese, esperienze gustose e piccoli gioielli nascosti, la visita a questo borgo di 3900 abitanti in provincia di Potenza è stata resa speciale dal racconto preciso e appassionato della guida Luigi Lopopolo.
In un tour che ha toccato 3 delle 13 chiese esistenti, abbiamo compreso l’importanza di quella che era la contea di Marsico che si estendeva fino al Cilento.
Partiamo dalla Chiesa di San Gianuario, patrono di Marsico Nuovo e facciamo un salto indietro nel tempo! È qui infatti che, con ogni probabilità, sorgeva un tempio pagano a 4 colonne dedicato al Dio Serapide. Il tempio divenne poi una potente Abbazia benedettina dedicata a Santo Stefano e dall’839 custodisce le reliquie di San Gianuario, vescovo di Cartagine sbarcato in Calabria.
Decapitato durante un’imboscata sul Monte Arioso, sembra che la testa del santo si levò in aria e parlò ai carnefici che seppellirono a poca distanza il suo corpo. Ritrovato intatto, fu trasportato da un carro trainato da buoi che si fermarono e morirono davanti alla chiesa di Santo Stefano.
Il portale in pietra del 1200 è di Melchiorre da Montalbano ed è sorretto da colonne in stile corinzio.



Di fronte alla Chiesa di San Gianuario si trova, a ridosso dell’antica cinta muraria, la Chiesa di San Michele Arcangelo. Probabilmente costruita tra il 700 e l’800 d.C. dai Longobardi, conserva un affresco bizantino che ci suggerisce che la chiesa sia stata ruotata rispetto alla sua posizione originale. Riaperta nel 2006 dopo il terremoto dell’80, conserva una Madonna dell’anno 1000, vestita d’oro e di blu in segno di regalità e fertilità. Ha una mano parlante e in braccio un bambino che in realtà è un piccolo uomo.
Imperdibile e preziosa l’Ultima Cena del Todisco, con personaggi e cibi che richiamano aspetti della tradizione lucana. Datata 1599 è stata ritrovata negli anni ’80 nel refettorio del convento di San Francesco, dove era rimasta nascosta coperta da uno strato d’intonaco. Restaurata, dal 2007 è stata riposizionata nel Museo d’Arte Sacra ospitato nella Chiesa di San Michele, sotto un soffitto dipinto su tavola del 1737.


Raggiungiamo ora la Cattedrale di San Giorgio. Eretta nel 1131 e dotata di campanile nel 1293 per volere del conte Sanseverino, ha avuto una storia molto burrascosa: fu incendiata dai briganti nel 1809, ricostruita nel 1827 e poi rasa al suola da un terremoto nel 1857. Riportata alla vita nel 1906, ha subito ingenti danni durante il sisma del 1980. Al suo interno conserva diversi affreschi del 1700 e una scultura lignea della Madonna con Bambino di Giovanni da Nola, datata 1500. Si tratta di una Madonna dallo sguardo materno, la più bella madonna cinquecentesca della Basilicata!



Ed ora un salto gustoso nella tradizione presso lo storico forno “Pastificio e Biscottificio Tre Spighe”.
Al mio arrivo, avvolta da un piacevole profumo di anice selvatico, sono stata accolta da Angela, proprietaria di questa piccola bottega che, dal 1990, sforna tradizionali prodotti da forno fatti a mano.
Munita di copricapo e copriscarpe monouso, sono entrata nel laboratorio per assistere alla preparazione dei taralli tradizionali e osservare l’incredibile manualità degli artigiani: taralli morbidi e taralli classici al finocchietto selvatico dei monti lucani; grissini alla curcuma e integrali ai multicereali arricchiti con semi di soia, lino, girasole e laim (ne ho fatto scorta); biscotti e infine il pane, cotto due volte per diventare poi frisella.
Che goduria poter assaggiare queste eccellenze lucane appena sfornate!
☞ Visita lo shop del Pastificio Tre Spighe per acquistare tutte le loro specialità!



Eccoci finalmente alla vera chicca di questo borgo: la Farmacia Corleto!
Inaugurato lo scorso 6 agosto, il Museo “Farmacia Corleto” di Marsico Nuovo fa rivivere – nel suo originale splendore – una farmacia di 110 anni.
In questo spazio raccolto ma ricco di dettagli, ogni cosa è al suo posto e ogni attrezzo del mestiere, che sia una piccola bilancia o un’etichetta, il libro delle ricette o una boccettina ancora impregnata di profumo, ci riporta indietro nel tempo a quando il Dottor Corleto, farmacista per scommessa, veterinario e nonno di Carola Corleto – ideatrice del Museo -, preparava le pasticche sulla sua mattonella da lavoro, dispensava consigli, accoglieva la comunità anche in piena notte.
Occhio all’insegna esterna, al testo di Legge sugli stupefacenti e alla scritta “veleni” nella parte centrale degli armadi!
☞ Potrai visitare il Museo tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.30.



𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere
Se dopo tutto questo esplorare hai un certo languorino, allora fai una sosta all’Azienda Agrituristica Vignola.
In una casa colonica dell’800, circondato dalle colline marsicane e con un punto di vista eccezionale sul borgo, questo agriturismo a conduzione familiare ti coccolerà con ottimo cibo tradizionale (in porzioni abbondanti) preparato con prodotti agricoli biologici che seguono il lento ritmo della natura. 10 ettari di campi coltivati, vigneti, oliveti e boschi, pasta e pane preparati a mano quotidianamente con grani antichi di produzione propria e un riconoscimento importante per la cuoca più giovane della famiglia e d’Italia: la sua pasta di Mischiglio con fonduta di caciocavallo podolico e pera signora, ragù di fagiolo poverello bianco e rosso scritto del Pantano pezzente sbriciolato e oliva di Ferrandina è un piatto dei Presidi Lucani Slow Food.
Mi raccomando non andar via senza aver assaggiato la torta di mele, un dolce così buono che ti conquisterà nella sua semplicità!



Grazie a Carmelina di Marmo Melandro Viaggi, a Francesca di Viaggi del Milione, alle guide Caterina Corleto e Nicola Masi per avermi accolta e per aver reso questo Educational Tour in Lucania una continua sorpresa tra borghi, natura e chicche preziose.
Grazie al mio collega Emilio Dati per la foto di copertina!
Ci sarebbe ancora tanto da scrivere su questa minuscola ma ricchissima regione, che come avrai capito amo particolarmente, intanto però potrai scaricare qui la mia guida gratuita sulla Basilicata (è in formato digitale, così da averla sempre disponibile sullo smartphone)!
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A presto,
Marianna
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