Nel comune di Pietravairano in provincia di Caserta, è custodito uno splendido complesso di epoca romana tardo repubblicana.
Attraverso un sentiero, leggermente impegnativo, in circa 15 minuti si raggiunge la sommità del Monte San Nicola, a quasi 500 metri di altezza, dove si trova uno straordinario esempio di Teatro-Tempio scoperto solo il 4 febbraio del 2000, durante un volo in deltaplano da Nicolino Lombardi, dirigente scolastico, studioso di storia locale e appassionato di ultraleggeri. A dire il vero Lombardi aveva più volte sorvolato la zona e fotografato i ruderi del Teatro-Tempio, ma la sua attenzione si era sempre spostata sulla cinta megalitica che percorre la cresta del monte San Nicola, convinto che quei ruderi appartenessero ad un edificio di età medioevale. Fino a quando, in quella fredda e luminosa mattinata di febbraio, non gli parve di vedere tempio e teatro nel loro antico splendore, come se il colonnato fosse ancora in piedi e le gradinate colme di spettatori.
Questo complesso, unico nel suo genere soprattutto per il suo posizionamento in altura, è infatti arroccato sulle dorsali ad una quota che va dai 300 ai 600 metri, che in passato permetteva una sorveglianza del territorio circostante e delle vie di comunicazione ed oggi invece regala una emozionante vista sul panorama circostante. Inoltre l’orientamento a sud-est del complesso, permette godere – ogni giorno dell’anno – del sorgere del sole.
Tempio e Teatro sono posti su due terrazze a diverse altezze in un’area estesa poco meno di 3000 metri quadrati. Il Tempio di tipo “tuscanico” è a pianta rettangolare e si pone al centro di una terrazza quadrata artificiale di circa 22 metri per lato, nel punto più alto dell’altura. Il Teatro invece è posto ad una ventina di metri più in basso sul versante meridionale del monte. La cavea, ben visibile, è a pianta semicircolare ed è in parte ricavata dallo scavo del pendio naturale. Tre scalette dividono le venti gradinate, per una capienza di circa 2000 posti a sedere.
Durante le 8 campagne di scavo che si sono succeduti dal 2002, sono stati riportati alla luce frammenti di tegole, mattone, tufo e ceramica oltre a reperti ritrovati nella zona centrale del teatro.
Il sito è stato restaurato. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate in merito: troppo invasivo? Valorizza per davvero il complesso? Necessario?
Sicuramente, la cosa più interessante, è che dopo 2000 anni, siano ripresi – proprio in questo luogo – gli spettacoli teatrali.
𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere
Dopo la visita, concediti una pausa golosa al Ristorante La Caveja! Chi è vegetariano come me potrà deliziarsi con diverse scelte interessanti, io ho optato per l’antipasto Caveja, i Pancotto con broccoli o fagioli, Pettola e Ceci e i buonissimi dolci della casa.





A presto
Marianna
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