La Gomera, la isla mágica

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Buona lettura!

Non so perché abbia aspettato tanto a visitarla, ma nelle ultime settimane è come se avessi ricevuto dei segnali che La Gomera fosse la prossima isola da raggiungere e così, approfittando di un lungo e importante weekend, i 40 anni di Antonio, ho iniziato ad esplorare la “isla mágica”, naturalmente magica!

Autentica e a tratti inaccessibile, La Gomera ha mantenuto quell’atmosfera squisitamente canaria di tranquillità e gentilezza che tanto mi aveva fatto innamorare di queste isole al mio arrivo nel 2020. Averla visitata a fine aprile, ormai lontani dall’affluenza dell’alta stagione, mi ha permesso di conoscere – con calma – luoghi, ma soprattutto persone.

Con una superficie di appena 370 km², è tra le più piccole dell’arcipelago canario ed è anche nota come la Isla Colombina: qui attraccò Cristoforo Colombo per rifornirsi di acqua, animali e piante, prima di salpare, il 6 settembre 1492, alla scoperta del Nuovo Mondo. 

Di origine vulcanica, e dalla forma quasi sferica, è caratterizzata da alte montagne e profonde gole ricoperte di palme e piante endemiche. Questi canyon, i barrancos, arrivano fino al mare, nascondendo spiagge vergini di sabbia nera. Al centro un grande altopiano in cui osservare il bosco millenario di laurisilva, una foresta subtropicale sempreverde tipica dell’arcipelago, oggi considerato un autentico fossile vivente! 

Con una orografia così aspra, l’uomo ha dovuto adattarsi ad una vita tutt’altro che comoda: osserva le montagne dell’isola, gran parte di esse è caratterizzata dai “bancales”, un sistema agricolo a terrazza ben mimetizzato nei dirupi che racconta una storia di sopravvivenza; ma dalle difficoltà, come spesso accade, è nata una ricchezza,  il “Silbo Gomero”, un’antica lingua viva, composta da 8 suoni, che permette di esprimere ben 4000 parole o concetti modulati su fischi di varia lunghezza e intensità! Dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, è udibile fino a 3km di distanza e dal 1999 viene insegnato nelle scuole! Al Mirador de Igualero potrai osservare il Monumento al Silbo Gomero “El árbol que silba”. Opera dello scultore José Darias, è una figura di ferro che fischia all’orizzonte, come a simulare la posizione delle mani di un fischiatore.

In questi giorni abbiamo soggiornato presso l’Hotel Rural Casa Los Herrera, un palazzo del XIX secolo dall’architettura tradizionale canaria immerso in un tipico giardino terrazzato con platani e fiori nel verde borgo di Hermigua. Il cortile interno, che dà accesso alle abitazioni, presenta un interessante contrasto tra il cemento delle pareti, sulle quali sono esposte emozionanti fotografie dell’isola, e il legno dei balconi. Una piacevole sorpresa l’angolo caffè, la silenziosa sala lettura e le piccole attenzioni per migliorare il soggiorno degli ospiti. La nostra camera, dal tetto e dal pavimento in legno, è dotata di uno splendido terrazzino con vista sulla Iglesia de Nuestra Señora de la Encarnación e sul campanile. A colazione ho assaggiato i rinomati biscotti artigianali al burro (li sto gustando anche adesso scrivendo questo articolo) e il formaggio dell’isola.

La mia esplorazione è iniziata dal Pescante de Hermigua, simbolo del passato prosperoso dell’isola. Costruito agli inizi del ‘900, era una moderna opera di ingegneria portuale utilizzata per l’esportazione del pomodoro e del platano, ma cadde in disuso negli anni ‘50 a seguito della costruzione del porto di San Sebastián. Oggi restano solo dei pilastri in cemento e una piscina naturale amata e frequentata dai locali.

Una strada panoramica collega il tratto di costa da Hermigua ad Agulo. D’obbligo una sosta per ammirare quella che è divenuta un’immagine iconica dell’isola, con la carreggiata che taglia in due la montagna e la palma protesa ad ammirare il maestoso Teide! Ad una manciata di tortuosi chilometri, l’impressionante Mirador de Abrante, nella mia Travel Wishlist ormai da qualche anno! In vetro e sospeso per ben 7 metri nel vuoto, offre una vista unica sulla valle di Agulo, la perla dell’isola colombina, e sul vulcano Teide. La terra tutt’intorno è di un rosso così intenso che quasi stentavo a credere fosse reale. Lungo la strada per il Mirador, interessata da banchi di nebbia, ho osservato diversi e curiosi esemplari di perdiz moruna, un uccello grigio dalla corporatura massiccia e con le zampe simili a quelle di un gallo.

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ Non perdere la visita gratuita al vicino Centro de Visitantes del Parque Nacional de Garajonay.

Raggiungere la Presa La Encantadora, la diga più grande dell’isola con una capacità di circa 750 milioni di litri d’acqua, mi ha consentito di osservare Vallehermoso da un punto di vista privilegiato, il Mirador El Almendrillo. La diga, circondata da palme e case tradizionali rurali in pietra e ghiaia, è dotata di un’area ricreativa per i visitatori ed è il luogo perfetto per osservare gli uccelli migratori che qui trovano rifugio.

Ed ora di nuovo su per le montagne, attraversando i boschi incantati del Parque Nacional de Garajonay. L’atmosfera è magica: la luce, che riesce appena a filtrare tra gli alberi, illumina i tronchi rivestiti di verdissimo muschio e sul suolo esemplari enormi di laurisilva.

La nostra meta stavolta è un luogo speciale, la cantina Altos de Chipude. Qui abbiamo conosciuto Gloria che, tra un bicchiere di Rajadero e un pezzo di formaggio, ci ha raccontato la storia della sua cantina e del suo vino eroico ed estremo. Tutto nacque a metà degli anni ‘50 quando il padre, Antonio Negrín detto “Príbilo”, emigrò in Venezuela in cerca di un futuro migliore. A La Gomera aveva i suoi vitigni e, al suo ritorno, fu naturale per lui piantarne di nuovi per produrre un vino venduto in damigiane molto popolare sull’isola.

Gloria non solo ha deciso di portare avanti quella tradizione familiare, nonostante le tante difficoltà del territorio, ma ha promesso al padre di produrre il miglior vino dell’isola, utilizzando la varietà forastera gomera, una reliquia vitivinicola unica al mondo, antica ben 500 anni che richiede una lavorazione sapiente. Le sue vigne sorgono su piccoli terrazzamenti chiamati bancales a 1100 metri di altura all’interno del Parque Nacional de Garajonay e sono lavorate esclusivamente a mano.

Non vedo l’ora di tornare a trovare Gloria, anche per cucinare la carbonara che ci siamo promesse (per me che sono vegetariana, farò una cacio e pepe)!

Valle Gran Rey, alla foce di un incredibile barranco, accoglie l’incantevole Playa de Vueltas, una spiaggia dalla sabbia scura con le barchette dei pescatori a ridosso di un’alta scogliera, la nudista e hippie Playa del Inglés e il tranquillo Charco del Conde, una piscina naturale perfetta per tutta la famiglia.

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ Fermati ad osservare il paesaggio da uno dei belvederi lungo la strada per raggiungere Valle Gran Rey. Il Mirador el Palmarejo, momentaneamente chiuso, fu progettato da César Manrique. Mimetizzato nella roccia, è circondato da piante autoctone e ospita un ristorante.

Durante uno dei tanti percorsi in auto per scoprire l’isola, improvvisamente ci è apparso, in tutta la sua maestosa bellezza, il Roque de Agando. Sosta d’obbligo al Mirador de Los Roques e nuovo cuoricino sulla mia mappa. È questo un luogo in cui tornare, anche per percorrere il sentiero che conduce alla Degollada de Peraza attraversando la foresta di alloro.

Playa de Santiago è stata invece quella sosta rilassante per un pranzo in riva al mare prima di ripartire. Un rapido sguardo alle spiagge vergini Playa de Tapachuga, Playa del Medio e Playa de Chingurime e di nuovo alla volta di San Sebastián de La Gomera, capitale dell’isola dalle case basse in stile canario.

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ COME ARRIVARE E COME MUOVERSI

Potrai raggiungere La Gomera in aereo o in nave dalle altre isole dell’arcipelago, sono numerosi i collegamenti giornalieri. Indispensabile inoltre noleggiare un’auto sul posto o imbarcarla, io utilizzo spesso DiscoverCars.com per trovare l’offerta perfetta per tutte le mie esigenze in pochi click!

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ COSA ASSAGGIARE

Almogrote, un “patè” preparato con formaggio stagionato di capra e mojo picón.

Gofio, una farina ottenuta dai chicchi tostati dei cereali. 

Miele di palma, uno sciroppo ricavato dalla cottura della linfa della palma.

Queso gomero, formaggio artigianale prodotto con latte crudo di capra o con latte misto di capra e pecora. Provalo alla piastra con miele di palma!

Potaje de berros, uno stufato di crescione, patate e costine di maiale (io l’ho assaggiato nella versione vegetariana), servito con una spiga di mais e con gofio.

Galletta gomera, biscotti artigianali al burro o allo strutto.

Vino, un vino eroico dalle note vulcaniche.

E ancora tra i dolci potrai (e dovrò) assaggiare la Torta de vilana, la Torta de cuajada e la Leche asada!

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ DOVE CENARE

Bar Restaurante Las Chácaras, a Hermigua, è il posto giusto per provare l’autentica cucina canaria! Splendida accoglienza e cibo divino. Io ho assaggiato l’Almogrote, il queso a la plancha con il miele di palma, il potaje de berros e il delizioso dolce della casa.

Con vista sulle piantagioni di platano, Tasca Telémaco a Hermigua è un ristorante curato nei minimi dettagli. Il personale gentile e la buona cucina lo rendono una piacevole scelta per cenare o anche solo per bere qualcosa.

Bar Terraza La Chalana, a Playa de Santiago, è uno splendido localino sul mare dall’atmosfera rilassata. Potrai assaggiare del pesce fresco o ottime insalate vegetariane.

Restaurante Casa Conchita, Arure.

La Salamandra Gastrobar, San Sebastián de la Gomera.

Caprichos De La Gomera, San Sebastián de la Gomera.

Arrivederci a presto splendida isola, ho una lunga lista di cose da vedere e chissà quante ancora da scoprire!

Marianna

2 pensieri riguardo “La Gomera, la isla mágica

  1. Avatar di Workvibes

    Che bello questo sito, le foto sono bellissime.

    Piace a 1 persona

    1. Avatar di mariannawanderlust
      mariannawanderlust 22 gennaio 2025 — 10:21

      Grazie mille, complice un’isola meravigliosa!

      "Mi piace"

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