Itinerario di 12 giorni in Marocco

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Buona lettura!

Per i miei 40 anni non volevo una festa, volevo un ricordo, così ho fatto le valigie e sono partita per un paese che sognavo di visitare da tempo: il Marocco. 12 giorni intensi, colorati, vivi. Un susseguirsi di profumi, paesaggi e incontri che hanno reso questo compleanno diverso, vissuto tra il silenzio del deserto e il caos dei souk, tra gole vertiginose e il profondo respiro dell’oceano.

Un volo interno, 2 treni, un autobus, un driver, un noleggio auto con DiscoverCars, infiniti transfer e taxi – sia petit che grand, una selezione accuratissima di Riad, tra cui uno tutto per noi, 2 guide di viaggio e una guida sul posto per scoprire l’essenza del Marocco.

Pronto ad esplorare il paese con me? Partiamo!


  1. Consigli pratici
  2. Fez e l’artigianato
  3. Chefchaouen, la perla blu
  4. Tangeri, la porta d’Africa
  5. Rabat, l’anima regale
  6. Ouarzazate, Tinghir, Todra, Ait Ben Haddou
  7. Merzouga Desert, le dune dorate
  8. Marrakech, il caos incantato
  9. Essaouira, la città del vento
  10. Taghazout, surf & soul
  11. Cosa mangiare in Marocco
  12. Riflessioni personali

1. Consigli pratici

Prima di tuffarci in questo viaggio emozionante, voglio condividere con te alcuni consigli pratici per viaggiare in totale sicurezza.

Stipula un’assicurazione sanitaria che copra spese mediche e un eventuale rimpatrio sanitario.
Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per il Marocco, ma è sempre utile portare con sé un piccolo kit medico con tachipirina, probiotici, Imodium e un antibiotico ad ampio spettro. Per evitare disturbi gastrointestinali, segui alcune semplici accortezze: non bere l’acqua del rubinetto, usa acqua in bottiglia anche per lavare i denti, evita ghiaccio e cibi crudi, mangia solo frutta priva di buccia! Con un po’ di attenzione, potrai goderti il viaggio senza pensieri!

Attiva una connessione internet con dati illimitati e zero costi di roaming, io ho scelto una eSIM Holafly, semplicissima da installare. Con il mio codice SOCIALWANDERLUST potrai ottenere uno sconto del 5%. Ti assicuro che ha funzionato ovunque, persino nel deserto!

Se stai pianificando un viaggio on the road in Marocco, ti consiglio di noleggiare l’auto con DiscoverCars! Io l’ho scelta per raggiungere la costa da Marrakech con consegna ad Agadir e ho trovato in pochi click l’offerta perfetta per le mie esigenze. Le strade in Marocco sono generalmente in ottime condizioni, ma durante il tragitto potresti incontrare diversi posti di blocco. Nulla di preoccupante: rispetta il codice della strada e i limiti di velocità, rallenta in prossimità del controllo e attendi il cenno dell’ufficiale prima di ripartire.

La valuta ufficiale in Marocco è il Dirham marocchino (MAD). Ti consiglio di portare con te contanti, troverai numerosi uffici di cambio – in genere con tassi più vantaggiosi nelle città rispetto agli aeroporti. Le carte di credito sono accettate solo in alcuni riad e in pochi ristoranti, quindi non fare troppo affidamento su di esse, soprattutto fuori dai grandi centri urbani.

Qual è il periodo migliore per visitare il Marocco? La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali con temperature generalmente piacevoli. Io ci sono stata tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e, in alcuni luoghi, faceva già piuttosto caldo!


2. Fez e l’artigianato

Visitare Fez e la sua Medina, la più antica del Marocco, è stato come immergersi in un racconto sospeso nel tempo, dove ogni angolo svela tesori del passato e ogni gesto parla di tradizione. Abbiamo ammirato maestri tessitori all’opera che sembravano danzare su enormi telai in legno per creare pregiate sete d’agave dai colori brillanti. Abbiamo osservato intagliatori di legno di cedro e donne estrarre pazientemente, attraverso antichi strumenti in pietra, l’olio di argan, il prezioso “oro liquido” del Marocco. Naturalmente, non poteva mancare una tappa alla celebre conceria di Chouara. Ti confermo che l’odore è davvero pungente: prima di salire, ti offriranno delle foglie di menta fresca da tenere sotto il naso.

Siamo stati guidati alla scoperta della Medina da una guida locale. Abbiamo scelto un tour privato a piedi di mezza giornata sul sito Viator, esperienza consigliata, soprattutto valutando il rischio di perdersi!

Abbiamo dormito al Moroccan Style, un piccolo e curatissimo Riad di 8 camere, ognuna di un colore diverso. Abdullah ci ha accolti con tè alla menta e pasticcini tipici. Una volta varcata la porta blu, ci siamo ritrovati catapultati in una spirale di colori dal pianterreno fino alla splendida terrazza panoramica.
Ed è qui che ho capito che le colazioni in Marocco sono una cosa seria: msemen (pane sfogliato), marmellate e amlou (una crema spalmabile a base di mandorle, miele e olio d’argan), pane fresco, olive deliziose, crêpes, yogurt, uova – in questo caso strapazzate – con una delicata spolverata di cannella, caffè e l’immancabile tè alla menta.


3. Chefchaouen, la perla blu

Chefchaouen, incastonata tra le montagne del Rif, è sicuramente una delle mete più affascinanti del Marocco. Con la sua Medina interamente dipinta di blu, è avvolta da un’atmosfera fiabesca. Passeggiando tra i suoi vicoli silenziosi, ti sorprenderà la calma che ancora si respira, segno di un ritmo di vita lento e autentico. Ogni angolo, ogni porta decorati con cura, raccontano l’amore e l’orgoglio con cui gli abitanti custodiscono la bellezza di questo luogo incantato.

Tieni presente però che raggiungerla da Fez richiede circa 4 ore di viaggio. Non esistono collegamenti ferroviari diretti, ma si può scegliere tra autobus o transfer privati. Noi abbiamo optato per un trasferimento condiviso con un piccolo gruppo (una decina di persone), prenotato su GetYourGuide. Partenza alle 08:00 del mattino, con appuntamento vicino al nostro Riad. Lungo il tragitto sono previste tre soste: due panoramiche per scattare qualche foto e una per la colazione.
Visitare Chefchaouen in giornata, con andata e ritorno da Fez, può essere piuttosto stancante. Noi abbiamo deciso di proseguire verso Tangeri, accorciando così i tempi e rendendo l’itinerario più fluido.

Da Chefchaouen a Tangeri abbiamo viaggiato con un autobus della CTM prenotato online (se non visualizzi le date con largo anticipo, niente paura: i biglietti vengono caricati solo qualche settimana prima della data di partenza).

𝐓𝐢𝐩! ☞ Se hai qualche giorno in più, non perdere le spettacolari Cascate di Akchour, ideali per un’escursione nella natura.

𝐓𝐢𝐩! ☞ Per un pranzo veloce ma delizioso, fermati al ristorante Sayeda Alhurra: accoglienza calorosa e sapori autentici, proprio come a casa.


4. Tangeri, la porta d’Africa

Tangeri mi ha rubato il cuore con la sua atmosfera rilassata e quello sguardo sospeso sull’orizzonte, là dove il Mar Mediterraneo si fonde con l’Oceano Atlantico. Svegliarsi tra i tetti bianchi e merlati della Kasbah, con una bella vista sulla spiaggia della città, mi ha permesso di esplorare angoli di infinita bellezza fin dalle prime ore del mattino, accarezzata da una piacevole brezza.

Cosa visitare

  • Passeggia nella Kasbah (qui abbiamo incontrato all’opera la troupe dell’ultimo film di Muccino) e visita il Museo della Kasbah (o Palazzo del Sultano). Non perdere l’imponente Bab Al Bahr, anche conosciuta come “Porta del Mare” con una vista mozzafiato sul mare e sulla Spagna.
  • Grotte di Ercole: noi le abbiamo raggiunte con un Grand Taxi, facendo tappa al Faro di Cap Spartel (ci è costato 400 MAD in 4 nell’ora di punta… trattando un pò sul prezzo). Questo luogo, a pochi chilometri dal centro della città, è davvero imperdibile: secondo la leggenda, qui si riposò Ercole dopo aver completato le dodici fatiche. Il sito presenta due camere principali, una affacciata direttamente sul mare attraverso un’apertura che ricorda la forma del continente africano.
  • Mi sarebbe piaciuto prendere un tè all’Hotel Continental dove furono girate alcune scene di “Il tè nel Deserto” di Bertolucci, ma purtroppo era chiuso.
  • Grand e Petit Socco
  • Café Hafa, fondato nel 1921 e frequentato, in passato, da Beatles, Jimi Hendrix e Rolling Stones. Perfetto al tramonto!

Abbiamo cenato da Chef Hassan Bab Kasbah, un localino che seppur turistico, offre buon cibo a prezzi onesti. Io l’ho adorato per il servizio e soprattutto perché qui ho provato il succo di avocado, una delizia!

𝐓𝐢𝐩! ☞ Kasbah touch by Laassal: nel cuore della Kasbah, al numero 12 di Riad Sultan, troverai una piccola boutique dove acquistare creazioni uniche firmate da una talentuosa designer locale.

𝐓𝐢𝐩! ☞ Se hai a disposizione qualche giorno in più, concediti una gita a Moulay Bousselham, famosa per le sue spiagge, e ad Asilah, la splendida città bianca che a luglio si trasforma in un museo a cielo aperto grazie al Festival delle Arti.


5. Rabat, l’anima regale

Con un treno veloce della ONCF, la compagnia ferroviaria nazionale, da Tangeri in 1h40 siamo arrivati a Rabat, passando accanto al futuristico Grand Théâtre, opera di Zaha Hadid, e al Mohammed VI Tower, l’edificio più alto del paese, situato a Salé, città gemella della capitale.

L’esplorazione della città è iniziata dalla Medina con il cibo di strada e gli splendidi souk. Dopo aver visitato i giardini andalusi, ci siamo addentrati nella tranquilla Kasbah degli Oudaïa, antico quartiere fortificato con una imponente e bellissima porta. Siamo così giunti alla Plateforme du Semaphore, godendoci la vista sul mare, su Salé e sul cimitero musulmano sulla spiaggia.

Nel pomeriggio abbiamo invece visitato la Torre di Hassan con i resti della moschea mai costruita e il Mausoleo di Mohammed V, le cui decorazioni mi hanno lasciato senza fiato!

𝐓𝐢𝐩! ☞ Se hai un po’ di tempo a disposizione, visita la necropoli di Chellah, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2014, con le rovine della Zaouïa, un minareto e le tombe. 

𝐓𝐢𝐩! ☞ Nei souk potrai provare il guarapo, una bevanda rinfrescante ottenuta dalla spremitura della canna da zucchero.

Abbiamo dormito al Riad Dar Shaeir, la “Maison de la Poésie”, un labirinto di colori custode di un ricco passato letterario. Abbiamo avuto il piacere di conoscere il simpatico proprietario e di ascoltare direttamente da lui alcune storie su questa splendida struttura. Servizio e colazione da 10 e lode!


6. Ouarzazate, Tinghir, Todra, Ait Ben Haddou

Ouarzazate, Tinghir, Todra e Ait Ben Haddou sono state le tappe di un viaggio nel viaggio che ci ha condotti fino al cuore del deserto.

Ma partiamo dall’inizio (includerò qui tutte le tappe fatte sia nel viaggio di andata per il deserto che in quello di ritorno verso Marrakech)!

Il deserto di Merzouga è raggiungibile sia da Fez che da Marrakech, con tour organizzati o in autonomia.
Noi siamo partiti da Rabat e, con un treno ONCF, in circa 4 ore siamo arrivati a Marrakech in serata, pronti a ripartire la mattina seguente (trovi tutti i riad in cui abbiamo dormito a Marrakech al punto 8).
Considera che il tragitto complessivo è di quasi 1200 km tra andata e ritorno. Per vivere l’esperienza in pieno relax, abbiamo scelto un transfer privato con autista, affidandoci alla Transkech Agency.

Ouarzazate, la Hollywood marocchina
Attraversando gli scenari mozzafiato delle Montagne dell’Alto Atlante, abbiamo raggiunto il Col du Tichka a 2260 metri s.l.m., per poi proseguire verso Ouarzazate.
Qui abbiamo visitato la Kasbah di Taourirt, purtroppo accessibile solo in parte a causa dei lavori di restauro in corso, gli Atlas Studios, uno dei più grandi studi cinematografici del mondo (biglietto d’ingresso 80 MAD, guida inclusa) e la splendida Kasbah Amridil.
Per il pranzo ci siamo fermati al The Full Sun, un buon ristorante con personale cordiale e attento. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla disponibilità nel modificare un piatto per renderlo vegetariano, nonostante il menù offrisse già diverse opzioni senza carne.

Tinghir, l’oasi montana
El bahdioui Carpet, a Tinghir, è il luogo ideale per acquistare autentici tappeti artigianali realizzati da donne berbere. Non preoccuparti per lo spazio in valigia, offrono un comodo servizio di spedizione internazionale. Verrai accolto con il tradizionale tè alla menta, mentre ti verranno raccontati i simboli e le tecniche utilizzate che rendono ogni tappeto un pezzo unico e carico di significato.
Abbiamo soggiornato al Guesthouse Panorama Todra, un luogo che porterò nel cuore: qui, tra l’ospitalità calorosa di Hmed (con cena e colazione super), la vista mozzafiato sull’oasi e la quiete assoluta, ho vissuto uno dei momenti più rilassanti di tutto il viaggio.
Le foto parlano da sole, ma immagina di aggiungere una colonna sonora fatta del dolce scorrere del fiume, del cinguettio degli uccelli e del gracidare lontano delle rane. Al tramonto, la luce ha avvolto di rosso le case abbandonate della vecchia medina di Tinghir. Non sembrano scolpite nella sabbia?

Todra, la gola vertiginosa
Di primo mattino abbiamo raggiunto le spettacolari Gole del Todra, un canyon mozzafiato scolpito nel corso dei millenni dai fiumi Todra e Dades. Le pareti di roccia, che si innalzano fino a 160 metri, creano un paesaggio impressionante e quasi surreale.
Una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la straordinaria bellezza naturale del Marocco.

Ait Ben Haddou (tappa durante il viaggio di ritorno dal deserto)
Ait Ben Haddou è il grande rimpianto di questo viaggio, un luogo in cui dovrò far ritorno!
Avevamo scelto un piccolo Riad nei pressi del villaggio, proprio per poterlo esplorare con calma, raggiungendolo a piedi dal nostro alloggio. Ma siamo arrivati con le prime luci della sera e, complice una partenza all’alba per rientrare a Marrakech in tempo per il pranzo (dove ci aspettava la mia famiglia per festeggiare il mio compleanno), non siamo riusciti a dedicargli il tempo che meritava e così, con un ultimo saluto da lontano, abbiamo ripreso il nostro viaggio… lasciando Ait Ben Haddou in sospeso, come una promessa da mantenere.


7. Merzouga Desert, le dune dorate

Dormire in una tenda di lusso nel bel mezzo del deserto… non avrei potuto desiderare regalo di compleanno più bello dai miei compagni di viaggio: mio fratello Marco e sua moglie Federica!
I ragazzi del DWO Golden Camp Merzouga ci aspettavano a un punto d’incontro concordato (ci hanno suggerito di posticipare leggermente l’arrivo a causa delle temperature troppo elevate) per raggiungere insieme il Camp in 4×4, cammello, quad o buggy – al trasporto bagagli pensano loro (costo variabile a seconda dell’attività).
Così, alle 17:00, è iniziata questa magica avventura nel deserto! Casco integrale, qualche dritta tecnica e via: un’ora di pura adrenalina a bordo di un buggy che sfrecciava su e giù per le dune (attività extra, 60€ a testa).
Ci siamo divertiti? Molto di più! Il paesaggio intorno a noi sembrava davvero un dipinto: montagne di sabbia altissime, di un caldo colore arancio, contro un cielo azzurro intenso punteggiato da qualche nuvoletta. Raggiungere la cima di una duna per scattare foto e contemplare l’immensità di questo scenario, non ha prezzo!

Una volta arrivata al camp, mi sono tolta le scarpe… e credo di aver svuotato mezza duna! Mi sono rilassata sorseggiando un tè alla menta, provando anche io a versarlo sollevando la teiera in alto per creare la famosa schiumetta. Poi è arrivato il momento di indossare la kefiah e lanciarmi nel sandboarding… con risultati decisamente discutibili (l’attività era gratuita al nostro camp)!

Al tramonto ci siamo ritrovati in silenzio ad osservare l’ultimo raggio di sole scomparire lentamente dietro le dune infuocate. Poi, finalmente, ci siamo concessi una deliziosa cena con zuppa di legumi e due differenti e squisite tajine. Al momento del dolce, le luci si sono spente all’improvviso e, accompagnati da un’allegra versione berbera di “Happy Birthday”, i ragazzi del camp sono arrivati con una splendida torta a forma di cuore per festeggiare i miei “20+20”.
Poi, tutti riuniti attorno al fuoco, abbiamo ascoltato la loro musica tradizionale, ballato insieme e persino provato a suonare qualche strumento.

Una giornata indimenticabile, di quelle che restano nel cuore.

Svegliarsi nel deserto è qualcosa che non dimenticherò mai. Anche se in realtà abbiamo dormito solo qualche ora, sarebbe stato un peccato chiudere gli occhi: la notte ci ha cullati con il silenzio e milioni di stelle sopra la testa.
Abbiamo preferito perderci nell’infinito.
E alle cinque eravamo già lì, svegli, pronti ad accogliere l’alba tra le dune dorate.

Per il ritorno al punto d’incontro abbiamo scelto il trasferimento in 4×4 (20€ a persona per circa 20 minuti): un’esperienza adrenalinica!
A bordo dell’auto tra le dune, ho completamente perso l’orientamento. Come si fa a capire dove sei – o dove stai andando – quando intorno a te ci sono solo pareti di sabbia che sembrano cambiare forma a ogni folata di vento?
E poi… come fa un’auto a scalare una montagna di sabbia senza affondare o farla crollare? Ogni salita sembrava impossibile, eppure ci trovavamo puntualmente in cima, con il cuore in gola e gli occhi pieni di meraviglia!


8. Marrakech, il caos incantato

A Marrakech ci ha raggiunti la mia famiglia per trascorrere insieme 3 giorni. Questo è stato il mio modo speciale di celebrare una tappa importante circondata dalle persone che più amo!

Abbiamo visitato luoghi splendidi, intrisi di storia e fascino, passeggiato tra i vicoli vivaci dei souk e acquistato oggetti che sono già diventati ricordi preziosi (avresti dovuto vedere mia madre: una vera maestra nell’arte della contrattazione). Abbiamo scoperto sapori nuovi, ci siamo concessi un momento di puro relax con hammam, abbiamo incontrato persone straordinarie e ci siamo sentiti accolti in una terra lontana, così diversa dalla nostra… eppure, ora, un po’ meno straniera.

COSA VISITARE

Jemaa el-Fnaa
La piazza iconica di Marrakech, capace di cambiare volto dal giorno alla notte! Qui troverai bancarelle di spezie, frutta, cibo di strada, scimmie, incantatori di serpenti, musicisti.

Souk
I labirintici mercati in cui acquistare lo splendido artigianato marocchino, dalla pelle alle ceramiche, dai sandali in rafia ai cosmetici. Mi raccomando, prova sempre a contrattare sul prezzo!

Medersa Ben Youssef
Nel cuore dell’antica Medina, una scuola coranica eretta dal sultano Abdullah Al-Ghaleb Assaadi tra gli anni 1564 e 1565. Decorata splendidamente con raffinate piastrelle Zellige dai motivi geometrici e floreali, ha porte e soffitti in legno di cedro finemente intagliati. Con 130 stanze, poteva ospitare fino a 900 studenti!
Biglietto 50 DH

Jardin Majorelle
Creati nel 1924 dal pittore francese Jacques Majorelle come propria fonte d’ispirazione, nel 1980 divennero proprietà di Yves Saint Laurent. I giardini ospitano più di 300 specie di piante tra esotiche e specie rare. Il blu della Villa Bou Saf Saf è il famoso “blu Majorelle”, creato dal pittore nel 1937. Qui potrai visitare il Pierre Bergé Museum of Berber Arts, un piccolo museo sulla cultura berbera marocchina.
Biglietto (Jardin Majorelle + Pierre Bergé Museum of Berber Arts) 230 DH

YSL Museum
Inaugurato il 19 ottobre 2017, il museo – dedicato a Yves Saint Laurent – espone alcuni degli outfit più caratteristici del designer insieme a schizzi e fotografie. Ospita inoltre mostre temporanee.
Biglietto 140 DH

Le Jardin Secret
Questo complesso risale alla dinastia saadiana. Andato distrutto, fu ricostruito nel XIX secolo ed è stato la casa di alcune delle più importanti figure politiche del Marocco e di Marrakech. Si tratta di un giardino in stile arabo-andaluso suddiviso in giardino esotico e giardino islamico.
Biglietto 100 DH + 40 DH per accedere alla torre

Koutoubia moschea
Capolavoro dell’architettura islamica, fu costruita durante il regno del califfo almohade Yaqub al-Mansur nel XII secolo. Ancora oggi domina il paesaggio urbano con il suo suggestivo minareto.
Visitabile solo dall’esterno.

Bahia Palace
Costruito alla fine del XIX secolo, è un vasto complesso composto da giardini, cortili e camere, splendido esempio di architettura marocchina.
Biglietto 100 DH

Dar El Bacha
Costruito nel 1910, era la residenza di Thami El Glaoui, nominato il Pacha di Marrakech dal sultano Moulay Youssef nel 1912. Presenta fontane, saloni e un cortile pieno di alberi d’arancio. Nel 2017 è stato trasformato in Musée des Confluences de Marrakech. Ospita il Bacha Coffee.
Biglietto 70 DH

El Badi Palace
Costruito nel XVI secolo dal sultano Ahmad al-Mansur, è una testimonianza della grandezza della dinastia saadiana. Decorato con intricati mosaici, colonne in marmo e sculture ornate, era anche sede dell’harem del sultano, con oltre 500 donne.
Biglietto 100 DH

Saadian Tombs
Costruite nel XVI secolo dal sultano Ahmad al-Mansur, terzo sovrano della dinastia saadiana, le tombe sono una testimonianza della potenza e della grandezza della dinastia saadiana. Composte da due sezioni principali, sono decorate con sculture in stucco e piastrelle colorate.
Biglietto 100 DH

Menara Garden
Un’oasi verdeggiante con ampi uliveti, una piscina e un padiglione del XII secolo. Il giardino è sede di eventi culturali e mostre fotografiche.

Maison de la Photographie
Uno spazio privato, un archivio fotografico sul Marocco con fotografie, lastre di vetro, cartoline, giornali, mappe, documentari.
Biglietto 60DH

Le MAP Marrakech
Il museo, dedicato all’arte dell’ornamento, ha una vasta collezione di gioielli tradizionali marocchini, tessuti e altre arti decorative.
Biglietto 100 DH

ANIMA
Opera dell’artista André Heller, è un giardino/museo di più di 3 ettari appena fuori Marrakech.
Biglietto 140 DH – navetta gratuita da Marrakech esibendo la prenotazione o il biglietto stampato.

Bab Agnaou
Si tratta di una delle diciannove porte della medina, quella che dava accesso alla kasbah,  fatta costruire nel XII secolo dalla dinastia degli Almohadi.

DOVE MANGIARE (di seguito solo i ristoranti che ho provato)

Le Jardin (€€)
Un’oasi incantata nel cuore della Medina. Qui potrai gustare piatti tradizionali e proposte europee in un ambiente rilassato dalle tonalità verdi.

Les Jardines du Lotus (€€€)
In un’antica casa del XIX secolo, questo raffinato ristorante propone una cucina moderna. La sera l’atmosfera si anima con DJ set e musica tradizionale dal vivo, perfetta per chi cerca un’esperienza più vivace. Se invece preferisci un pasto tranquillo e rilassato, ti consiglio di andarci a pranzo: l’ambiente è più intimo e si apprezza meglio la bellezza del luogo.

L’Mida (€€)
Ambiente accogliente e deliziosa cucina fusion marocchina su un panoramico rooftop.

Folk (€€)
Se vuoi assistere ad una cena con spettacolo, allora prenota da Folk! Appena fuori dalla Medina, questo locale propone una buona cucina tradizionale in un ambiente colorato.
Le porzioni sono abbondanti.

Monriad (€€)
Cenare al tramonto sulla terrazza del Riad, con il sole che lentamente si spegneva all’orizzonte, è stato un momento intimo di autentica pace.

Mazel (€)
Una pita o una bowl? Fermati da Mazel per un pranzo veloce, gustoso ed economico.

Bacha Coffee
Situato nello storico Dar El Bacha Palace, questo caffè è una tappa imperdibile per chi visita Marrakech. Considerato tra i più eleganti e affascinanti al mondo, offre un’esperienza unica grazie a una accuratissima selezione di oltre 200 varietà di caffè 100% arabica provenienti da tutto il mondo.
Ti consiglio di andare al mattino presto per avere maggiori possibilità di trovare posto: io sono arrivata poco prima delle 16:00 e, nonostante il locale chiudesse alle 18:00, non sono riuscita a entrare per l’elevata affluenza.

DOVE DORMIRE

Riad Soulmate
Senza dubbio il riad più bello in cui abbia dormito durante questo tour in Marocco! Purtroppo ho avuto poco tempo per godermelo: siamo arrivati in serata da Rabat e la mattina seguente il nostro driver ci attendeva già per partire verso il deserto. Poche camere, colori delicati, atmosfera rilassata… e una terrazza da sogno dove abbiamo fatto una colazione deliziosa (anche se anticipata!).

77 by Riad Club, un riad tutto per noi!
Ideale per vivere momenti di convivialità e relax, questo splendido riad dallo stile moderno è composto da tre camere matrimoniali (la mia con vasca) e una camera doppia, affacciate su una luminosa zona giorno (potrai decidere se lasciare aperto o chiudere il tetto per avere maggiore ombra nella zona giorno), elegantemente suddivisa tra area pranzo e angolo relax. La cucina, completamente attrezzata, è stata ogni mattina il regno di Bouchra, che ci ha deliziato con colazioni preparate con cura e passione. La terrazza sul tetto è un invito al relax con la vasca idromassaggio.

Monriad
In posizione strategica, a pochi minuti a piedi da Jemaa el-Fnaa, uno splendido e accogliente riad con 11 camere e piscina. Potrai cenare in terrazza ammirando il tramonto sulla città proprio come abbiamo fatto noi (hanno anche un menù vegetariano)!


9. Essaouira, la città del vento

Negli ultimi giorni del nostro tour in Marocco ci siamo spostati lungo la costa, approfittandone per rilassarci al mare prima della partenza da Agadir.

Abbiamo prenotato online un‘auto a noleggio tramite discovercars.com, con ritiro all’aeroporto di Marrakech e consegna all’aeroporto di Agadir.
La piattaforma è semplice e intuitiva, perfetta per trovare in pochi click l’auto più adatta alle proprie esigenze! Personalmente, quando prenoto, scelgo sempre fornitori con valutazioni pari o superiori a 8.0, chilometraggio illimitato, copertura completa, aggiungo un secondo conducente e, se disponibile, opto per il pagamento totale online: in questo modo evito costi extra al momento del ritiro.

Essaouira, la perla dell’Atlantico, oggi riposa tranquilla dopo un passato vivace, segnato dal susseguirsi di diverse dominazioni. La sua medina, dai toni rilassanti del bianco e blu, si affaccia sull’oceano, tra botteghe artigiane e antiche fortificazioni che raccontano storie di altri tempi.
Il porto, con le sue barche blu e i pescatori intenti a riparare le reti, sprigiona un fascino autentico ed è il regno incontrastato dei gabbiani.
Gli amanti del pesce troveranno qui un piccolo paradiso: basta scegliere il pescato del giorno e farselo cucinare direttamente alle bancarelle.
Sulle sue spiagge dorate, ampie e ventose, non è raro incontrare cavalli, cammelli e appassionati di sport acquatici.

E poi c’è il tramonto, che ad Essaouira è pura magia!

Abbiamo dormito al Riad Villa Garance, una struttura accogliente e luminosa in una tranquilla stradina della Medina. Al mattino ci è stata servita una squisita colazione marocchina sulla terrazza, da cui si può intravedere il mare all’orizzonte. Le camere sono spaziose e i prodotti da bagno sono stati tra i migliori che abbia trovato durante l’intero viaggio. Su richiesta, è possibile prenotare una lezione di cucina tradizionale o concedersi un massaggio rilassante con olio di argan.

𝐓𝐢𝐩! ☞ Dopo tanti giorni di cucina locale, ci siamo concessi una cena italiana da Samaresh Pizzeria Italiana. La cucina di Lino è semplice, autentica e gustosa. L’unico aspetto meno positivo è stata la lunga attesa dopo l’ordinazione, probabilmente dovuta all’elevata affluenza della serata, complice anche la festività locale dell’Eid al-Adha.


10. Taghazout, surf & soul

Taghazout è stata l’ultima tappa di questo incredibile viaggio. Un tempo tranquillo villaggio di pescatori, oggi è una meta vivace amata dai surfisti. Tra spiagge dorate, onde perfette, sessioni di yoga e rampe da skate, l’anima rilassata e bohémien di questo borgo emerge fin da subito.

𝐓𝐢𝐩! ☞ Se hai un po’ di tempo a disposizione, visita la Paradise Valley, un parco naturale con cascate e piscine naturali a soli 30 minuti da Taghazout.


11. Cosa mangiare in Marocco

  • Msemen, pane sfogliato.
  • Baghrir, una sorta di cialda morbida e spugnosa (un mix tra una crêpe e un pancake), delizioso con l’amlou.
  • Amlou, crema spalmabile a base di mandorle, miele e olio d’argan.
  • Zaalouk, crema di melanzane, pomodori e aglio.
  • Cous cous, di origine berbera, di carne o di legumi, accompagnato da verdure e da un brodo.
  • Tajine, piatto tradizionale cotto nell’omonima pentola dal coperchio conico, a base di carne o pesce e verdure, può essere accompagnato dal cous cous. 
  • Pastilla, sformato di carne (io l’ho assaggiato in versione vegetariana da L’Mida),  avvolto da pasta sfoglia, ricoperto da cannella, miele e mandorle tostate.
  • Rfissa, a base di msemen, pollo, lenticchie, brodo e spezie. 
  • Tanjia, piatto emblematico di Marrakech, è una giara in cui viene cotta la carne di manzo con spezie e limone.
  • Harira, zuppa di legumi, pomodori e pasta.
  • Tè alla menta
  • Corna di gazzella (Kaab Al Ghazal), biscotti a forma di mezzaluna a base di mandorle e fiori d’arancio.

12. Riflessioni personali

Per me, il Marocco è il paese dell’attesa. Ho visto uomini e donne trascorrere giornate in strada, accanto a un banchetto improvvisato o in piccoli negozi affacciati su vie battute dai turisti, in attesa che qualcuno si fermi, compri qualcosa, e dia un senso alla giornata.

Per me, il Marocco è il paese dell’artigianato: oggetti così belli, curati nei minimi dettagli, da far sembrare impossibile che possano nascere nel caos e, talvolta, nella polvere e nella confusione delle medine.

Per me, il Marocco è il paese delle case di sabbia, fragili come castelli pronti a sgretolarsi con un soffio di vento. Eppure le sue moschee, anche nei villaggi più remoti, sono sempre intatte, curate, splendenti.

Per me, il Marocco è il paese dei colori, dal verde dei palmeti e delle zellige al blu intenso di Chefchaouen, dall’ocra delle terre desertiche al rosso caldo delle mura antiche.


E tu sei mai stato in Marocco?
Raccontami la tua esperienza!

A presto
Marianna

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