Tenerife, un nuovo inizio

Il mio primo articolo da Tenerife. 
Emozionata?
Tanto.

Ritrovarsi a vivere, per esigenze lavorative e di coppia, in un luogo come le Isole Canarie, in un periodo così difficile e stranamente nuovo per tutti, è forse una fortuna. E allora con questo primo articolo da Tenerife, voglio dare il via ad una avventura appena iniziata.

In un weekend nuvoloso, il secondo da quando siamo qui, noleggiare un’auto per comprendere le distanze e gli aspetti dell’isola, ci è sembrata la cosa più sensata da fare!

E così da Santa Cruz, la nostra nuova casa, abbiamo intrapreso una strada panoramica percorsa da pochissime auto, che guarda la capitale e il suo porto dall’alto, regalandoci paesaggi unici dominati esclusivamente da una rigogliosa vegetazione.

Strada da Santa Cruz a Roque de Las Bodegas

È bastato poi percorrere una galleria, per ritrovarci ancora a picco sul mare, ma stavolta dall’altra parte dell’isola, quella più selvaggia della punta nord-est.

Anaga

Siamo nella Riserva della Biosfera del Massiccio di Anaga; quest’area protetta è caratterizzata da una scoscesa cordigliera che raggiunge l’oceano, tra piccole insenature e spiagge dalla sabbia scura come quella di Roque de las Bodegas, inconfondibile con il suo costone roccioso che si sporge nel mare.

Era conosciuto come la roccia delle cantine, perché vicino alla spiaggia, in piccole case di pietra, veniva macerato parte del vino di Taganana e i mercanti europei si fermavano qui per comprare pochi barili (sembra che i barili venissero legati con una corda per farli galleggiare sul mare fino alla nave ormeggiata in lontananza).

Abbiamo pranzato al Restaurante Playa Casa Africa, a pochi metri dal mare, dove siamo stati accolti come amici e le cui specialità sono il pesce fresco, il polipo in particolare, e le papas arrugadas, da mangiare con la buccia!

Restaurante Playa Casa Africa

Spingendoci oltre, verso Benijo, abbiamo lasciato l’auto e intrapreso, solo per pochi metri, il sentiero che porta – unicamente a piedi – alle spiagge Playa de Benijo, Fabian e El Draguillo.

Il giorno successivo, lungo l’Autopista del Sur, la prima deviazione è stata alla vista di un faro a righe orizzontali bianche e rosse.
Circondato da pale eoliche e da un terreno desertico, si trova a qualche centinaio di metri dal borgo Porís de Abona, su una punta che accoglie poche case affacciate sul mare, con le signore sedute davanti alle porte, tra una spiaggia sabbiosa e una serie di charcos. 

Il vento tra i capelli, il garrito dei gabbiani e, in lontananza, la città fantasma di Abades. Ecco, questo è uno di quei luoghi che mi rimarrà nel cuore.

A presto

Marianna

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