Basel, la prova del nove!

Basilea è stata un po’ la mia prova del nove: scrivere una guida di un posto in cui non sono mai stata e poi seguirla per visitare la città.

Il mio capodanno svizzero è iniziato però nella cittadina di Laufen. Qui, appena arrivata, ho fatto un vero e proprio pranzo svizzero da leccarsi i baffi da Ochsen Team GmbH: cotoletta, piccata (una cotoletta impanata con frittata) e cordon bleu, nulla a che vedere con quelli già pronti ovviamente. Il tutto accompagnato dalla rösti, un piatto tipico a base di patate e cipolle molto gustoso.

Da Laufen ci siamo spostati a Delémont, nel Canton du Jura. Ve lo premetto: i primi due giorni in Svizzera non ho fatto altro che mangiare!
Sì, perché la sera del 31 abbiamo festeggiato San Silvestro a “La Couronne”, esattamente a Courrendlin. Qui il cuoco è mio fratello e ci ha deliziati con un menu speciale; vi dico solo che il benvenuto, il Golden Eye, era un uovo fritto dal cuore morbido su salsa olandese. Nei miei highlights su Instagram trovate tutte le foto e il video nel momento in cui l’ho tagliato (un imperdibile effetto WOW!). Se solo ci penso ho ancora l’acquolina.. anche l’impanatura di pan grattato, parmigiano e panko aveva un profumo eccezionale!
Ad accompagnare la serata il duo Amélie & Alex, la cantante, una biancaneve moderna, ci ha fatto ballare fino al mattino.

Il primo dell’anno invece siamo stati a Berna dove abbiamo trascorso una giornata in famiglia dai miei zii e cugini che per noi hanno preparato una gustosa raclette: si tratta di un formaggio svizzero dal profumo forte ma dal sapore delicato.
Più che un piatto è quasi un rituale da condividere: si imbandisce la tavola con tanti ingredienti (patate, affettati, verdure, carni) e al centro viene posizionata la macchina per raclette: una piastra in pietra sulla quale cuocere la carne con sotto una resistenza e delle mini padelle in cui far sciogliere le fettine di formaggio. Si affettano le patate e si sceglie il condimento, quando la raclette è sciolta al punto giusto, con l’aiuto di una apposita spatolina, la si versa sulle patate ed è pronta per essere gustata.

Il giorno successivo invece lo abbiamo dedicato alla visita di Basilea. Raggiunta in treno, a mezz’ora da Delémont, ho potuto testare la mia guida personale. Dalla stazione Bahnhof Basel abbiamo raggiunto a piedi la Cattedrale o Basel Munster in arenaria rossa e la terrazza sopraelevata sul Reno, da cui abbiamo goduto della prima e suggestiva vista sul Reno con i suoi splendidi ponti, sulla Kleinbasel, la “piccola Basilea” sulla riva destra del fiume e sulla Foresta Nera. Sotto di noi il pontile Munsterfahre da cui partono i traghetti sul Reno, delle imbarcazioni senza motore che si spostano sull’acqua grazie ad una fune d’acciaio: per fermare il traghettatore si deve suonare il campanello sul pontile (io ci ho provato dal pontile St. Albans, ma purtroppo non è arrivato nessuno, forse ero fuori orario, ma la cosa mi ha comunque divertita tantissimo).

Ci siamo poi diretti, passando per Freie Strasse, la via dello shopping, al Municipio, anch’esso in arenaria rossa, che si affaccia sulla Piazza del Mercato del pesce, la Fischmarketbrunnen. Ci siamo scaldati con un vin caldo da Globus, un centro commerciale molto simile ad Harrods. Bellissimi i loro allestimenti natalizi con disco balls ovunque, dai soffitti alle installazioni interne dove scattare delle foto, ovviamente noi ci siamo stradivertiti a farle!

Da qui si arriva direttamente al Mittlerebrucke, il ponte più antico sul Reno che collega la Grande Basilea alla Piccola Basilea, un tradizionale quartiere di lavoratori ed immigrati. E’ qui che si trova una copia dell’antica cappella Käppelijoch dove nel Medioevo si eseguivano le sentenze di morte.

Nella piccola Basilea io volevo assolutamente visitare il Werkraum Harteck PP, a un chilometro dal centro storico. Siamo arrivati qui da una strada laterale. Cercavamo la facciata con le scalinate (per me il luogo più instagrammabile delle città). Dopo aver girato tre dei quattro lati della struttura, preoccupata di non trovarla, siamo entrati da una porta aperta e ci siamo avventurati per i piani fantasma della struttura, il 2 gennaio era tutto chiuso per le feste. Ci siamo così ritrovati all’ultimo piano e solo lì abbiamo capito che quelle scale erano proprio sull’ultimo lato. Dal rooftop si gode di un panorama mozzafiato sul Reno e su Basilea. Certo per mio fratello che soffre di vertigini, fare quelle scale in discesa non è stato così divertente. Questo posto è pazzesco: un ex-birrificio ora sede di svariati atelier, uffici di design, bar/cantine.

Poco più interno si trova il Messe Basel New Hall il nuovo centro espositivo della città (all’ultimo piano, dal Bar Rouge, con un solo sguardo si possono ammirare tre nazioni, Francia, Svizzera e Germania). Un’architettura pazzesca, dinamica, con una suggestiva apertura circolare, quasi un “occhio”, che illumina la piazza proprio in corrispondenza della fermata dei tram.
Qui abbiamo gustato un ottimo ramen da Namamen che ci ha anche scaldati dal freddo.

Con una lunga passeggiata sul Reno siamo arrivati fino al Museo Tinguely dell’architetto Mario Botta, dedicato a Jean, scultore svizzero, principale esponente della poetica del rifiuto industriale metallico.
Riattraversando il fiume ci siamo spostati nel quartiere di St. Albans, considerato una piccola Venezia per i suoi canali, davvero suggestivo con il mulino di Gallician, la cartiera medievale e il Kunstmuseum, il museo di arte contemporanea.

Basilea è una passeggiata tra musei, la città, oltre ad essere la sede dell’Art Basel, ha la più alta concentrazione di musei al mondo. Non vedo l’ora di tornare per visitarne almeno una parte.

Abbiamo fatto un’ultima sosta prima di rientrare alla Fontana Tinguely, nella piazza del Teatro di Basilea: nove strutture cinetiche in metallo d’ispirazione surrealista che creano dei giochi d’acqua davvero unici.

A Delémont tutte le mattine abbiamo fatto colazione al bancone del Werth Confiserie, un delizioso bar/cioccolateria dai colori pastello, tutto in rosa e verdino, che a me ricordava un po’ le atmosfere dei film di Wes Anderson. Ovviamente non aspettatevi né il nostro espresso né il nostro cappuccino, ma vi posso assicurare che i prodotti da forno sono pazzeschi, con delle ottime marmellate. Qui ci siamo sentiti davvero coccolati, ogni giorno ci offrivano un cioccolatino a scelta in un vassoi pieno di queste prelibatezze.

Anche la Coop, ne trovate almeno una in tutte le cittadine, ha degli ottimi prodotti da forno. Provare per credere.

Alla prossima dolcissima Switzerland!

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