Il Giardino dei Tarocchi Giorno 2 – DWG

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 ❷

Pronti a ripartire?

Direzione Pescia Fiorentina, più precisamente Garavicchio, è qui che si trova il Giardino dei Tarocchi, nostra prossima destinazione.

I primi due giorni sono dedicati alla visita di due luoghi fuori dal comune, un pò come il nostro viaggio virtuale Digital Wanderlust Guide!
E allora dopo il Parco dei Mostri, andiamo alla scoperta del Giardino dei Tarocchi.
Tra i due esiste in realtà una connessione: sembra infatti che l’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle abbia iniziato la costruzione dell’esoterico e gioioso Giardino alla fine degli anni settanta, dopo aver visitato Parc Güell e Il Parco dei Mostri.

Composto da ventidue imponenti e coloratissime figure in acciaio e cemento, ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate (le ceramiche erano prodotte in sede), il Giardino si ispira alla simbologia delle carte dei tarocchi.
L’opera, unica nel suo genere, rappresenta una nuova frontiera dell’arte che permette di entrare in contatto ed interagire con la stessa, fino ad abitarla.
Niki infatti si trasferirà nella scultura dell’Imperatrice, una enorme sfinge, che fungerà da atelier e sua personale abitazione per sette anni: la camera da letto è dentro uno dei due seni e la cucina nell’altro.

La Fondazione “Il Giardino dei Tarocchi” è nata il 4 agosto 1997 e sorge su un terreno che fu concesso a Niki da Marella Agnelli Caracciolo. Il parco invece è stato ufficialmente inaugurato per il pubblico il 15 maggio 1998.

Sul sito ufficiale è bellissimo leggere di quanti artisti, tra cui il marito Jean Tinguely, e persone del luogo abbiamo aiutato Niki, come fossero una famiglia, nella sua grandiosa opera che la vedrà impegnata fino al 2002, anno della sua morte, che coincide anche, secondo le sue ultime volontà, con la fine della progettazione del Giardino dei Tarocchi.
L’architetto Mario Botta, tra i nomi più illustri, ha disegnato il padiglione d’ingresso: uno spesso muro di recinzione, realizzato utilizzando la pietra locale, simile a una fortezza con una sola grande apertura circolare al centro.
La richiesta di Niki era quella di creare qualcosa in netto contrasto con l’interno, “una protezione come lo è il drago che nelle favole è il custode del tesoro”, “una soglia da varcare per entrare in una pausa magica nettamente divisa dalla realtà di tutti i giorni”.

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Il percorso inizia nella grande piazza centrale dove incontriamo le figure unite del 𝕄𝕒𝕘𝕠 (carta n. I) e della ℙ𝕒𝕡𝕖𝕤𝕤𝕒 (carta n. II). Il 𝕄𝕒𝕘𝕠 è la carta di Dio, il creatore, dunque dell’intelligenza attiva, della luce, dell’energia pura e del gioco; mentre la ℙ𝕒𝕡𝕖𝕤𝕤𝕒 rappresenta il potere femminile dell’intuizione, attraverso il quale si giunge alla saggezza.
Nella vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti dalla bocca aperta della ℙ𝕒𝕡𝕖𝕤𝕤𝕒 troviamo la ℝ𝕦𝕠𝕥𝕒 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕒 𝔽𝕠𝕣𝕥𝕦𝕟𝕒 (carta n. X), trasformata da Jean Tinguely in una delle sue sculture meccaniche. Simboleggia la vita: ciò che sale inevitabilmente dovrà scendere!
Nei pressi dell’ingresso ecco la 𝔽𝕠𝕣𝕫𝕒 (carta n. XI): una fanciulla domina un drago tenendolo con un guinzaglio invisibile, quel mostro da ammaestrare altro non è che i demoni interiori di ognuno di noi. 

Attraverso una piccola scalinata sul lato destro, raggiungiamo il 𝕊𝕠𝕝𝕖(carta n. XIX), la forza vitale, concepito come uno di quegli uccelli, bianchi, rossi e gialli, che si tramandano nelle leggende messicane e degli Indiani d’America.
Appena dietro il 𝕊𝕠𝕝𝕖, possiamo scorgere il ℙ𝕒𝕡𝕒 (carta n. V), opera preferita di Tinguely, che rende decifrabili i misteri: è la carta attraverso la quale si conquista la saggezza spirituale.
Proseguendo il nostro percorso, appeso per un piede, ci imbattiamo nell’𝕀𝕞𝕡𝕚𝕔𝕔𝕒𝕥𝕠 (carta n. XII) che  sottosopra guardo il mondo in un modo del tutto nuovo rispetto al nostro.
Possiamo quindi fare una 𝕊𝕔𝕖𝕝𝕥𝕒 (carta n. VI) giusta o sbagliata e capire meglio noi stessi anche attraverso un errore. Chi poteva rappresentare questa carta, nota anche come gli Innamorati, meglio di Adamo ed Eva? D’altronde sono la prima coppia ad aver fatto la prima scelta!
Insomma ora c’è bisogno di 𝔾𝕚𝕦𝕤𝕥𝕚𝕫𝕚𝕒 (carta n. VIII): solo riuscendo a confrontarci con i nostri lati più oscuri, potremo giudicare situazioni e persone in modo compassionevole.
Dovremo forse anche noi essere dei girovaghi come l’𝔼𝕣𝕖𝕞𝕚𝕥𝕒 (carta n. IX), in cerca di un tesoro spirituale, per capire che le lezioni più importanti si imparano con il cuore.
Il nostro essere è frammentato, a differenza della 𝕊𝕥𝕖𝕝𝕝𝕒 (carta n. XVII), un essere pieno che conosce le leggi dei cieli e della terra, rappresentata con due brocche dalle quali sgorga l’acqua del rinnovamento.
Ma forse l’uomo è più simile all’𝕀𝕞𝕡𝕖𝕣𝕒𝕥𝕠𝕣𝕖 (carta n. IV) che simboleggia il potere maschile, l’organizzazione e l’aggressività, vuole controllare e conquistare.
Ci vorrebbe più 𝕋𝕖𝕞𝕡𝕖𝕣𝕒𝕟𝕫𝕒 (carta n. XIV), l’unica via giusta e non a caso è un angelo a incoronarla.

E allora fermiamoci un attimo a pensare osservando la 𝕋𝕠𝕣𝕣𝕖 𝕕𝕚 𝔹𝕒𝕓𝕖𝕝𝕖 (carta n. XVI) che altro non è che le nostre costruzioni, fisiche e mentali, costruite su basi poco solide: solo rompendo le mura della mente si può guardare oltre. Tinguely per questa carta ha creato una scultura-fulmine che spacca la torre.

Il 𝔾𝕚𝕦𝕕𝕚𝕫𝕚𝕠 (carta n. XX), il ℂ𝕒𝕣𝕣𝕠 (carta n. VII) e l’𝕀𝕞𝕡𝕖𝕣𝕒𝕥𝕣𝕚𝕔𝕖 (carta n. III) sono posizionati vicini. Quest’ultima è la Regina del cielo ed ha la forma della sfinge (la casa-atelier di Niki). Il ℂ𝕒𝕣𝕣𝕠 simboleggia la vittoria, il trionfo sui nemici e sulle avversità, ma attenzione alla vulnerabilità che ne scaturisce, ci vuole 𝔾𝕚𝕦𝕕𝕚𝕫𝕚𝕠, raffigurato da un bambino, una persona di mezza età e un vecchio che rappresentano i tre aspetti della nostra vita.

La mia figura preferita è forse la 𝕃𝕦𝕟𝕒 (carta n. XVIII), la carta dell’immaginario creativo e dell’illusione negativa.

In un percorso un pò più laterale troviamo invece la 𝕄𝕠𝕣𝕥𝕖 (carta n. XIII), una carta di rinnovamento che dà significato alla vita; il 𝔻𝕚𝕒𝕧𝕠𝕝𝕠 (carta n. XV), la carta del Magnetismo, dell’Energia e del Sesso – Niki dichiara di aver provato paura mentre lavorava ad essa, di aver avuto visioni in cui centinaia di diavoli circondavano la Sfinge (la sua casa nel Giardino), temendo di essere attaccata; e infine il 𝕄𝕠𝕟𝕕𝕠 (carta n. XXI), quello interiore, in cui si nasconde il mistero della vita.

Esiste anche una mappa interattiva che permette di conoscere qualcosa in più sulle sculture.

Sul cemento che ricopre le strade Niki ha inciso pensieri, citazioni, disegni, messaggi di speranza e di fede.

Visitando il Giardino dei Tarocchi credo che molte sensazioni contrastanti possano sopraffarci, dall’inquietudine alla fascinazione. Al di la del mondo colorato e visionario, è uno spunto per riflettere, capace di esercitare paura e al tempo stesso attrazione per ciò che non conosciamo, un pò come i Tarocchi, quasi fossimo vittima di un incantesimo.

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Ed ora?
Andiamo al lago!
Ma prima un pranzo veloce in spiaggia da Rosso e Vino alla Dogana (anche se si mangia principalmente pesce), per goderci questo ottobre ancora caldo in un’atmosfera super rilassata.

Il lago di Burano, un tempo riserva di caccia, è oggi un’oasi del WWF.
Si tratta di un lago salmastro separato dal mare da una stretta fascia di dune, sul quale domina la Torre di Buranaccio.
E’ possibile visitarlo attraverso un sentiero di circa due km lungo il quale troviamo torri di avvistamento, un osservatorio per la visione notturna dei mammiferi e il giardino delle farfalle.
Da un lato possiamo osservare fenicotteri, oche selvatiche, gabbiani, aironi e usignoli; dall’altro una ricca macchia mediterranea con cespugli di ginepro, mirto, lentisco e quercia da sughero, in cui vivono daini, istrici, tassi, conigli selvatici, puzzole, faine, volpi, donnole, ricci, caprioli e cinghiali.

E’ il momento di visitare Capalbio, rigorosamente a piedi!

Il borgo ha due cinte murarie, risalenti a epoche diverse, e due porte. La Porta Senese, sul lato nord, ha una lapide del 1418 a ricordo della ristrutturazione delle mura e uno stemma medico del 1601. Queste mura merlate conservano il Camminamento originale della Ronda, da cui si gode di uno splendido panorama.
Spingiamoci fino alla Rocca Aldobrandesca, uno dei luoghi di maggior interesse del centro storico. Si tratta di una fortificazione a “L” posta nel punto più alto del paese: salendo fin sulla terrazza della torre, la vetta di Capalbio, si può ammirare lo splendido territorio della Maremma, dalle colline al mare.
Al suo interno è custodito il Fortepiano Conrad Graf al quale Giacomo Puccini era solito suonare durante i suoi soggiorni in paese.
Appena fuori le mura si trova l’Oratorio della Provvidenza che merita una visita poiché conserva una “Madonna con Bambino” attribuita al Pinturicchio.
Rilassiamoci un attimo nella splendida Piazza Magenta prima di rimetterci in cammino.

Piazza Magenta

ᴅᴏᴠᴇ ᴍᴀɴɢɪᴀʀᴇ ᴀ ᴄᴀᴘᴀʟʙɪᴏ?

✌ 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚: a letto presto, domani capirete perché!

Ultimo sforzo, ci spostiamo a Saturnia per dormire.
Nel mio programma iniziale ero indecisa tra due strutture, da una parte mi era piaciuta molto Villa Tusci, con i suoi ambienti minimalisti e le grandi vetrate scorrevoli che danno vita a fantastici giochi di luce, in una perfetta fusione tra l’ambiente interno e la natura circostante, con vista fino alla costa dell’Argentario e all’isola del Giglio.
Dall’altra invece il bio Agriturismo Fontenuova: un casale e un adiacente borghetto in pietra, situati all’interno dell’Azienda Agricola Biologica, attraversata per un tratto dal fiume Albegna che ospita sentieri naturalistici e una vasca termale dalle proprietà curative per problemi cutanei.

𝐀 𝐯𝐨𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚, 𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢!

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere in zona

  • Digital Wanderlust Guide è un tour virtuale a bordo di un’auto d’epoca, mi sembra allora carino segnalarvi i Vintage Tour. Questa iniziativa tutta toscana e super romantica vi permetterà di scoprire la regione in uno stile retrò, a bordo di una vespa, una lambretta o un’auto d’epoca, tra cui una 2CV Charleston.
  • Il territorio toscano è ricco di terme, molte delle quali libere. Oltre le più famose terme di Saturnia, sono di notevole bellezza i Bagni San Filippo, detti “Balena Bianca”; San Casciano dei Bagni; Bagno Vignoni (qui la piazza centrale del paese è occupata quasi per intero da una vasca di acqua termale) e i Bagni di Petriolo.
  • Dormire in una delle 11 camera dell’Hotel Milena (per la serie gli alloggi più strani di Digital Wanderlust Guide), sull’isola abbandonata di Pianosa che fino a qualche anno fa ospitava un carcere di massima sicurezza. I fondali marini sono ricchi e incontaminati e l’assenza di inquinamento luminoso permette di vedere un cielo stellato come non siamo più abituati a vederne!
  • Visitare i “borghi del tufo”: Pitigliano, Sorano e Sovana, caratterizzati dal color ocra e dalle Vie Cave o Cavoni (dei canyon tra le ripide pareti di tufo), sono piccoli e bellissimi borghi che sembrano reggersi su un equilibrio precario.
  • Siamo a due passi dall’Argentario, per chi ha voglia di godersi qualche giorno di pace in questo paesaggio unico, dal mare cristallino e a tratti selvaggio, suggerisco stavolta un Hotel un pò diverso dalle mie solite suggestioni: siamo al Pellicano, romantico rifugio amato dalle star di Hollywood sin dagli anni ’60 che qui si rilassavano lontane dai riflettori.

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