Les Îles d’Or Giorno 5 – DWG

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 ❺

Porquerolles, 23 maggio 1934

Il Mediterraneo è…

Sulla piazza di Porquerolles la gente gioca a bocce, e il grande evento di cui tutti parlano è che da ieri in paese è arrivata la birra alla spina. Improvvisamente si vedono pance gonfie dappertutto.
Ecco, il Mediterraneo è anche questo!
Georges Simenon*, Il Mediterraneo in barca.

Così inizia una delle mie ultime letture, proprio a Porquerellos, la nostra attuale tappa, capite il mio stupore?

*Lo scrittore belga innamorato dell’isola ne divenne ospite fisso dal 1924 e a Porquerolles ha ambientato due dei suoi romanzi, Il Clan dei Mahé e Il mio amico Maigret.

E allora lasciamo la nostra auto e, dal porto di Giens – La Tour Fondue, prendiamo il traghetto TLV – TVM che in circa 15 minuti raggiunge Porquerellos, la perla de Les Îles D’or, la prima e la più grande delle isole che visiteremo; poco conosciute in Italia, nonostante la vicinanza, saranno davvero in grado di stupirvi. 

Ma prima voglio raccontarvi la leggenda legata a questo arcipelago.
C’era una volta un principe che aveva quattro figlie bellissime, nuotatrici straordinarie. Un giorno nuotavano sotto lo sguardo attento del padre, allontanandosi sempre più, fin quando non avvistarono le vele di una nave pirata. Le fanciulle provarono a tornare velocemente a riva, ma furono raggiunte dalla nave. Il padre disperato pregò gli dei affinchè salvassero le sue figlie. Fu così che gli dei le trasformarono nelle tre meravigliose isole d’oro e la quarta è divenuta la penisola di Giens, con le braccia protese verso il padre. 

A Porquerolles tutti i veicoli a motore sono vietati, ma niente paura, possiamo noleggiare una bicicletta per scoprirla!

Sono in vigore norme di protezione ambientale molto rigide per preservare la natura di queste isole (non si può fumare all’aperto; non si può campeggiare; non si può edificare e, come già detto, sono vietate le automobili; le risorse idriche sono scarse e non vanno sprecate).

Arrivati al porto, sulla costa settentrionale, possiamo visitare il villaggio costruito nel 1810 intorno a Place d’Armes, dove sorgono negozi, ristoranti e la Chiesa. Indovinate cosa fanno gli abitanti dell’isola? Giocano a pétanque (bocce), speriamo allora che sia arrivata anche la birra alla spina! 😎

Con la nostra bicicletta, ci avventuriamo per qualche sentiero (sembrano esistere ben 54km di sentieri) fino a raggiungere, sulla costa nord, le riparate spiagge di sabbia bianca per tuffarci in un mare limpido che ci lascerà a bocca e occhi spalancati, circondati da pini marittimi che rendono il litorale profumato e incantevole (quando da Napoli rientro a casa a Salerno osservo sempre affascinata gli ultimi pini marittimi rimasti lungo la strada che costeggia il mare, è come se ne fossi affezionata)!
Ecco le spiagge che incontreremo: la Courtade si raggiunge a piedi dal paese, è la più grande e affollata dell’isola, Notre Dame, La Plage d’Argent (l’unica con un chiosco) e Plage du Langoustier.

✋ 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚: occhialini o maschera per il mare sempre nello zaino!

Sul versante meridionale invece si trovano delle piccole insenature, calette selvagge e meno turistiche, proprio come piacciono a me, ma occhio ai sentieri – impervi, e al vento! La Galère è una di queste: a più di un’ora di pedalata dal porto, è piccola e formata da ciottoli.

Inoltre vale la 4⃣ 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚: non dimenticarsi mai una borraccia d’acqua, soprattutto in luoghi come questi in cui non ci sono bar.

Siamo in autunno inoltrato e allora, oltre le spiagge, visitiamo l’église Sainte-Anne, il Phare du cap d’Arme anche se non è accessibile, ma ha intorno scogliere a picco sul mare che ripagano del cammino, il fort Sainte Agathe le cui mura sono spesse 4 metri. Affacciamoci alla terrazza del forte per godere di una vista eccezionale sull’isola e su tutta la baia di Hyères. Le Moulin de Bonheur – il mulino della buona fortuna; le Fort du Grand Langoustier, una torre piramidale a base quadrata circondata da un fossato scavato nella roccia (si può visitare solo in alcuni giorni dell’anno) e le Fort de la Repentance, il forte del Pentimento.

In questo viaggio virtuale ho premesso che tutto sarà perfetto, persino le prenotazioni degli alloggi e per stasera ho scelto un albergo a Ile du Levant, un colpo di fulmine mentre facevo le mie ricerche, ma per chi volesse pernottare a Porquerellos, vorrei farvi conoscere una storia, quella dell’isola.

L’avventuriero belga François Joseph Fournier fa fortuna in Messico dove scopre una miniera d’oro. Rientrato in Europa, riesce ad aggiudicarsi l’isola di Porquerolles, in vendita all’asta, per la somma di un milione e cento franchi e la offre come dono di nozze a Sylvia, sua seconda moglie, con la quale avrà sei figli, tutti nati a Porquerolles. Fournier avvierà poi una produzione vinicola, creerà una cooperativa agricola e dei battelli per i collegamenti con la terraferma. Nel 1931, con la moglie Sylvia darà vita al Mas di Langoustier, un albergo che ancora oggi appartiene ai discendenti della famiglia.
Credetemi se vi dico che vi innamorerete di questo posto: qui potrete scoprire l’essenza dell’isola e respirarne la storia. E allora, cosa ne dite di dormire qui?

O perché no su una barca! Ce ne sono davvero tante e potrebbero essere una buona alternativa (in estate magari).

Vale una regola per tutto l’arcipelago: gli alberghi sono pochi e hanno posti limitati, conviene sempre prenotare in largo anticipo! Attenzione anche alle date di apertura, generalmente vanno da aprile a novembre.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐏𝐨𝐫𝐪𝐮𝐞𝐫𝐨𝐥𝐥𝐞𝐬?
♥ A la Plage d’Argent!
Un ristorante dalla cucina stagionale, con la vista più bella dell’isola! Scopritelo tutto: Le Cannier è lo spazio pensato per il relax e la convivialità, dove bere un cocktail sdraiati di fronte al mare. Se invece arrivate qui durante un’escursione fermatevi alla Silver Beach per un picnic sulla sabbia.

Una visita a Porquerolles non è completa se non si va alla Fondation Carmignac.
Creata nel 2000, la Fondazione rende fruibile al pubblico la collezione d’arte moderna e contemporanea del suo patron Edouard Carmignac. Villa Carmignac ospita più di 300 opere tra cui figurano creazioni di artisti come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Roy Lichtenstein,Keith Haring.
Molto interessante è l’attenzione che viene data all’osservazione: potranno accedere allo spazio cinquanta persone per volta ogni mezz’ora, per potersi ritrovare soli di fronte ad un’opera d’arte. I visitatori potranno accedere alla villa e alle esposizioni camminando a piedi nudi dopo aver assaporato una bevanda a base di piante.
Esiste anche un premio di fotogiornalismo, il Carmignac Photojournalism Award, per sostenere i giovani artisti (ogni anno finanzia con 50,000 euro un reportage fotografico sulle violazioni dei diritti umani e sulla libertà d’espressione nel mondo; promuove il premio attraverso una mostra a Parigi, la pubblicazione di un catalogo del vincitore e acquista quattro fotografie del lavoro premiato).

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È ora di spostarci a Port-Cros, il cuore del Parco nazionale di Port-Cros da visitare esclusivamente a piedi!

Poche spiagge e pochissimi abitanti, una superficie di 7km² totalmente ricoperta da boschi, un’esperienza sensoriale lungo i 30km di sentieri che la percorrono (l’isola non è raggiungibile da Porquerolles, dovremmo tornare indietro ad Hyères o partire da Le Lavandou. Altrimenti potremmo servirci di un bateau-taxi per i collegamenti tra le isole).

Durante le giornate ventose le zone boschive, soprattutto d’estate, sono chiuse al pubblico per il rischio d’incendio.

Non lontano dal porto si trovano Fort du Muline e Fort de l’Estissac (unico punto con acqua potabile).
Prendiamo il Sentier des Plantes (1h30) per conoscere o riconoscere le tantissime piante dell’isola e scoprire il loro profumo. Arriviamo così alla Plage de la Palud da cui parte il Sentier Sous-marine, un facile percorso sottomarino segnato dalle boe gallegianti, fino ad arrivare all’isolotto di fronte (e qui ci servono maschera o occhialini della ✋ 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚).
Più lunghi sono invece il Sentier des Cretes e il Circuit de Port-Man. Quest’ultimo taglia l’isola attraversando la fitta vegetazione che a tratti nasconde il mare, fino ad aprirsi su Plage de Port-Man.

I ristoranti si contano sulle dita di una mano e sono tutti nella zona del porto, ricordatevi di prenotare, soprattutto nei mesi estivi!

Se voleste pernottare qui, vi suggerisco Le Manoir, una dimora provenzale costruita intorno al 1840. Appartenuta ai proprietari dell’isola è stata poi trasformata in hotel nel 1948; ha i tratti di una costruzione coloniale, in cui si ha la sensazione di essere ricevuti con la cortesia di una vecchia casa di famiglia, in un’atmosfera senza tempo.

Non perdetevi la Plage du Sud, forse la più bella di tutta l’isola, e attenzione alle meduse!!

Per le mappe o qualsiasi info, possiamo rivolgerci alla Maison de Parc.

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Eccoci ora a l’Île du Levant, l’isola magica raggiungibile da Port-Cros e abitata da 100 persone.

Quasi interamente occupata dalla marina militare (per test missile), è accessibile solo nella parte nord-occidentale dove si sviluppa il villaggio naturista di Héliopolis, capitale del naturismo, fondata nel 1931 dai medici Gaston e André Durville.
La réserve naturelle des Arbousiers è un’oasi protetta raggiungibile a piedi percorrendo il sentiero naturalistico.

𝙰 Î𝚕𝚎 𝚍𝚞 𝙻𝚎𝚟𝚊𝚗𝚝 𝚕𝚊 𝚗𝚞𝚍𝚒𝚝à è 𝚘𝚋𝚋𝚕𝚒𝚐𝚊𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊 𝚒𝚗 𝚜𝚙𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚊 𝚎 𝚊𝚕 𝚖𝚊𝚛𝚎.
“le minimum”, un pareo o un perizoma sono talvolta richiesti dagli usi locali, specialmente nella piazza del villaggio e nel porticciolo!

L’unica spiaggia di sabbia è Plage Les Grottes, per il resto troveremo solo calette – Bain de Dianee insenature, in ogni caso l’Île du Levant è un’isola da scoprire soprattutto sottacqua.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 Î𝐥𝐞 𝐝𝐮 𝐋𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭?

  • La Palmeraie, un locale romantico in una posizione bellissima, in cui la cucina tradizionale incontra i sapori del mondo; 
  • Heliotel (l’hotel che ho scelto anche per pernottare) offre una cucina casalinga di ispirazione mediterranea;
  • Le Gambaro, credo che per gli amanti del pesce sia un paradiso: si cena a pochi passi dal mare con il pescato del giorno!
  • La Bohème, nella piazzetta del villaggio, propone una cucina tradizionale.

Ed ecco quindi:

  • l’Heliotel, un Hôtel-Restaurant naturista. Con le sue 14 camera vista mare ci accoglie in una atmosfera rilassata, siamo in un paradiso protetto della Côte d’Azur, dove il tempo sembra fermarsi e la vista del mare non si perde mai.
  • Absolument Levant (aperta tutto l’anno) è il secondo alloggio che ho selezionato: la maison bleue nel cuore di Héliopolis ha una splendida terrazza panoramica.
Heliotel & Absolument Levant

Certo sarebbe un sogno girare l’arcipelago in barca a vela, ma non è tempo di pensarci, domani raggiungeremo Marsiglia, la prima grande città di questo nostro tour!
Emozionati?
Io tanto, come ogni nuovo viaggio virtuale che affronto.
Magari per tanti sarà una sciocchezza, per me è un modo di conoscere posti nuovi anche quando quei posti non posso raggiungerli. E così mentre riconosco luoghi che non ho fisicamente visitato o ne racconto particolari e aneddoti sconosciuti a chi c’è stato per davvero, penso che questa mia passione stia crescendo bene ed è proprio bello continuare ad imparare!

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere in zona

I miei suggerimenti di oggi sono un pò diversi: vi scriverò i paesini più belli, per me, della Côte d’Azur:

  • 𝙈𝙚𝙣𝙩𝙤𝙣, qui gli amanti dei colori pastello (io in primis) potrebbero impazzire;
  • 𝙋𝙤𝙧𝙩 𝙂𝙧𝙞𝙢𝙖𝙪𝙙, la piccola Venezia della Côte d’Azur;
  • 𝙂𝙧𝙖𝙨𝙨𝙚, la città dei profumi, è in una posizione privilegiata, a metà tra Provenza e Costa Azzurra;
  • 𝘼𝙣𝙩𝙞𝙗𝙚𝙨 con i suoi tramonti rosa dove assaporare quella “joie de vivre” che ci ha mostrato Picasso.

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