Nîmes e Montpellier Giorno 8 – DWG

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 ❽

Esistono imprevisti talvolta piacevoli e oggi ne avremo due! Si tratta più che altro di deviazioni prima di rimetterci in marcia sul nostro percorso originario; sono certa che concorderete con me che ne varrà assolutamente la pena!

Una l’ho scoperta guardando un film in televisione… un viaggio on the road con un’auto d’epoca, ovviamente francese: una Peugeot 504 per raggiungere Parigi dalla Côte d’Azur.
L’altra, strano ma vero, scorrendo la home di Instagram, wild e super instagrammabile!

1° 🅳🅴🆅🅸🅰🆉🅸🅾🅽🅴
E così da Avignone ci dirigiamo al Pont du Gard: un ponte romano che attraversa il fiume Gardon, siamo nel dipartimento del Gard, tra Remoulins e Vers-Pont du Gard.

Pont du Gard

Vi immaginate stando lì sotto che struttura imponente ci si presenterebbe? Con i suoi 49 metri di altezza e tre file di archi sovrapposti è il ponte antico più alto al mondo.
Perfettamente conservato, costruito in cinque anni intorno al 50 d.C, fa parte del Grand Site de France ed è Patrimonio dell’Unesco.
Questo ponte-acquedotto portava l’acqua nella città di Nîmes, nostra prossima tappa, a cinquanta chilometri da qui.

𝐍î𝐦𝐞𝐬

Avamposto dell’Impero Romano, è una bellissima città di confine appartenente all’Occitania, ma dalla vocazione provenzale.
Il simbolo della città è un coccodrillo incatenato a una palma in onore dei legionari che combatterono a fianco di Cesare nelle campagna d’Egitto e che qui si stabilirono dopo la guerra.

Les Arénes e Musée de la Romanité

È la città francese più ricca di monumenti romani, non ci resta che visitarli!
L’anfiteatro (Les Arénes) su due livelli del 70 d.C. circa, ha una lunghezza di 133 metri e una larghezza di 101 e può ospitare fino a 24.000 spettatori! Aperta al pubblico, ospita regolarmente diversi spettacoli, tra cui le corride (non cruenti) dei tori della Camargue.

Il Maison Carrée, in pietra calcarea bianca, è un tempio romano con colonne e capitelli corinzi.
Nella medesima piazza si trova il Carré d’Art, museo d’arte contemporanea e biblioteca, in vetro e acciaio che riprende la pianta rettangolare del Maison Carrée.

Uno dei luoghi della città che maggiormente suscita la mia curiosità è il Jardin de la Fontaine, uno splendido parco con corsi d’acqua e fontane, classificato fra i giardini più belli di tutta la Francia. 
Si compone di un classico giardino e di uno paesaggistico con pini e cedri. In cima si erge, sul Monte Cavalier, la Tour Magne, da cui si gode di una fantastica vista sulla città, era infatti un punto di controllo della Via Domizia.
Attraverso il giardino si accede anche al Tempio di Diana, di cui non se ne conosce la funzione, ma si pensa fosse una biblioteca.

La nostra deviazione al Pont du Gard ci porta dritti dritti al Castellum, punto di arrivo dell’acquedotto.
Insomma siamo davvero nella Roma di Francia!
Ad attestarlo ancor di più, il Musée de la Romanité, progettato dall’architetta franco-brasiliana Elizabeth de Portzamparc. È stato simbolicamente posto di fronte all’arena, a contrastarne la pietra con il vetro serigrafato. Mostra il processo di romanizzazione dell’Occitania a partire dall’epoca dei Galli con il supporto della realtà virtuale. La terrazza sul tetto, coperta da un grande prato, affaccia proprio sull’arena, regalandoci una prospettiva unica.

Dopo questo intenso tuffo nel passato, godiamoci una passeggiata nelle stradine del centro storico, tra le botteghe di antiquari e le belle piazze come Place aux Herbes, Place du Marché o Place de l’Horloge.

Gli edifici super moderni non mancano in città, basti citare Paloma, il complesso ricoperto di zinco dedicato alla musica contemporanea e Nemausus, la grande struttura abitativa di Jean Nouvel.

【Piccola curiosità】
A Nîmes nasce il tessuto dei jeans: “denim”non è altro che una contrazione di “de Nîmes”.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐍î𝐦𝐞𝐬?

  • Les Halles, il mercato coperto della città con un’ampia offerta di prodotti locali e specialità.
  • Se hai voglia di empanadas vai da Che Boludo Empanadas.
  • Che ne dite di un pranzo in terrazza all’ultimo piano del Carré d’Art?
  • Restaurant le Carré d’Art, ex dimora si presenta elegante e accogliente. La cucina è un inno ai sapori del sud.

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere in zona

  • Via Domitia è l’antica strada che collegava Nimes al nord (Susa) e alla Spagna. Raggiungendo la zona di Villetelle (antica Ambrussum) è possibile vedere tratti del percorso e il Pont Ambroix.
  • Jeudis de Nîmes: tutti i giovedì, a luglio e agosto, la città è animata da bancarelle, artisti e artigiani.
  • Grands Jeux Romains, a maggio nell’Arena. È la più grande ricostruzione storica dell’antichità!
  • Festival di Nîmes, un mese di concerti rock.

2° 🅳🅴🆅🅸🅰🆉🅸🅾🅽🅴
Prima di raggiungere Montpellier ci dirigiamo verso la costa, in una zona paludare e sabbiosa, La Camargue.
È il più grande delta fluviale dell’Europa occidentale, un’area incontaminata con una eccezionale diversità biologica, in cui ammirare fenicotteri rosa, tori e cavalli bianchi, tutti allo stato brado.
I suoi abitanti? In costumi tradizionali o gitani in roulotte.
Il mio sogno? Una passeggiata a cavallo sulle spiagge bianche prima di visitare Les Salins du Midi, le più grandi del Mediterraneo, e le Salin de Giraud, in cui l’acqua si tinge di un rosa-rosso così intenso da sembrare sangue e tutto grazie ad un’alga ricca di carotene!

Da non perdere? Il villaggio spagnoleggiante di Saintes-Maries-de-la-Mer, con i suoi negozietti boho style e la Fête des Gitans et Pélerinages (24 e 25 maggio).

Che ne dite? Abbiamo fatto bene a deviare un pò?

『-』 『-』 『-』 『-』 『-』 『-』 『-』『-』 『-』 『-』 『-』 『-』 『-』 『-』

𝐌𝐨𝐧𝐭𝐩𝐞𝐥𝐥𝐢𝐞𝐫

Nella capitale della regione Linguadoca-Roussillon, lasciamo subito l’auto per dirigerci a l’Écusson, il centro storico di origine medievale a forma di scudo.

Delle 25 torri che costituivano la cinta muraria di Montpellier, rimangono in piedi solo la Tour de la Babote e la Tour de Pins.

Questa assolata città universitaria vanta una delle più grandi aree pedonali d’Europa.
Privilegiato punto di partenza per la nostra visita è Place de la Comédie, anche chiamata l’oeuf per la sua forma ovale dove, sorseggiando un caffè che ci dia lo sprint giusto, ammiriamo i palazzi ottocenteschi che la circondano, la Fontana delle Tre Grazie e l’Opéra Comédie, uno dei più importanti teatri francesi.

Place de la Comédie

Nel centro storico troviamo anche la Basilica di Notre-Dame-des-Tables e la trecentesca e gotica Cattedrale Saint-Pierre, il più importante monumento religioso e artistico della città.
L’aspetto è quello di una fortezza medievale, con bastioni difensivi, un ingresso porticato a baldacchino sostenuto da due imponenti colonne e statue dei gargoyle.
La navata è alta ben 28 metri, ci sono vetrate che ritraggono scene bibliche, arcate in pietra e unorgano settecentesco.
La chiesa, fondata nel 1364 da papa Urbano V, fu distrutta durante leguerre religiose del ‘500 e solo nel XVII secolo si ricominciò a costruirla grazie al volere di re Luigi XIII.

Rilassiamoci al Jardin des Plantes, il più grande giardino botanico della Francia, con un boschetto di bambù, un giardino inglese e una piscina di loto. È attaccato alla Facoltà di Medicina, la più antica del mondo occidentale.

Arriviamo ora in Promenade du Peyrou, una piazza sopraelevata da cui godere del tramonto più bello in città, che qui si vede tutta, fino al mare e ai Pirenei e Cévennes. Progettata nel 1689, fu arricchita con diversi monumenti, tra cui l’Arc de Triomphe o Porta del Peyrou, la statua equestre del re Luigi XIV e la torre dell’acqua – Château d’Eau, che distribuiva acqua potabile alla città dalla sorgente del fiume Lez grazie al bellissimo Acquedotto Saint-Clément, caratterizzato da un doppio livello di archi.

Visitiamo il Mikveh medievale di Montpellier in rue de la Barralerie, si tratta di un bagno ebraico di purificazione rituale del XIII secolo che testimonia l’importanza della comunità ebraica per la città di Montpellier. È a cinque metri di profondità e contiene i resti della sinagoga medievale.

Raggiungiamo ora l’ultima tappa nell’Écusson passando per Rue du Bras de Fer, una caratteristica stradina con archi medievali e arriviamo a l’Église Saint Roch, la chiesa dedicata a San Rocco, il santo patrono della città nato proprio a Montpellier. In suo onore si celebre la festa del 16 agosto, in cui viene distribuita l’acqua della sua casa tra processioni e cerimonie.

Spostiamoci ora sulle sponde del Lez per visitare il moderno quartiere Antigone, progettato da Ricardo Bofill (l’architetto che ha fatto breccia nel mio cuore con la Muralla Roja) e divenuto icona neoclassica del XX secolo di Montpellier.
Ci ritroviamo catapultati in giardini e viali alberati all’Esplanade Charles des Gaulle.
Entriamo allora al Musée Fabre. Situato in una elegante villa settecentesca, è nato nel 1825 quando il barone e pittore François-Xavier Fabre decise di donare alla città la sua ricca collezione di opere d’arte. A questa si sono aggiunti negli anni altri capolavori provenienti da collezioni private e musei. Ci ritroviamo così tra i capolavoro di Monet, Degas, Matisse, Delaunay, Rubens.
Il Pavillion Populaire è invece una galleria di mostre fotografiche, prima ospitate all’Espace Dominique Bagouet, che è invece ora dedicato agli artisti regionali del XIX e XX secolo.

Spingiamoci fino all’altra estremità del quartiere percorrendo il Boulevard d’Antigone, un viale alberato lungo il quale si possono ammirare le piazze più belle di Montpellier, una su tutte Place du Nombre d’Or.

Arriviamo così all’Esplanade de l’Europe, un’enorme piazza semicircolare che si affaccia sul fiume Lez e che ha come simbolo una riproduzione della Nike di Samotracia, la statua della vittoria. Una struttura vetrata catturerà la nostra attenzione, è il Consiglio Regionale dell’Occitania che si specchia sulle acque.

Ma dobbiamo attraversare il fiume per trovarci dinanzi ad un progetto architettonico davvero sbalorditivo: l’Arbre Blanc di Sou Fojimoto, un incontro tra Giappone e Mediterraneo, tra il candore abbagliante delle pietre del sud e la purezza e raffinatezza della cultura giapponese.

L’Arbre Blanc

E andate a visitare anche il non lontano municipio, questo parallelepipedo blu vi sorprenderà!

Montpellier ha un’anima molto green, con corsi universitari dedicati e una Serre Amazonienne che spinge a riflettere sulla fragilità del polmone verde del pianeta e sull’urgenza di agire. Si trova all’interno del Montpellier Zoological Park.

Imperdibile per me il Mo.Co. (Montpellier Contemporain)! Il centro d’arte contemporanea della città che ospita non solo uno spazio espositivo, ma anche una scuola d’arte, perfettamente integrate l’uno con l’altra.

E se visitassimo Montpellier d’estate?
Potremmo spingerci fino a Palavas-les-Flots, una cittadina sulla foce del Lez attraversata da un canale, con una teleferica che permette di passare da una riva all’altra; o a Carnon-plage.
Ma è forse più interessante La Grande-Motte, una stazione balneare fondata nel 1967 e caratterizzata da edifici a forma di piramide.
Io forse sceglierei Villeneuve-les-Maguelone, una spiaggia di 9 chilometri di lunghezza, priva di qualsiasi costruzione, da cui raggiungere l’isoletta con l’imponente Cattedrale romanica di Maguelone, risalente al XII secolo.

Nella campagna intorno alla città è possibile visitare eleganti villini settecenteschi conosciuti come “folies”, sono lo Châteaux di Flaugergues e lo Châteaux de la Mogère, entrambi con splendidi giardini alla francese.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐩𝐞𝐥𝐥𝐢𝐞𝐫?

  • Partiamo dal caffè! Appuntamento al Georges Café.
  • Continuiamo con una degustazione dei migliori vini locali alla Maison Régionale des Vins, in Rue Saint-Guilhem. 
  • Un pranzo veloce, con crepe al grano saraceno a La Bergerie.
  • o a Le petit bistrot, dove la specialità sembra essere lo sformato d’anatra e patate. 
  • Una buona cena in una location suggestiva, perché anche l’occhio vuole la sua parte, da Brasserie du Théâtre. Io assaggerei volentieri la zuppa di cipolle, ma non ditelo a nessuno! 
  • Per una cucina francese, creativa e raffinata ci vediamo da Alliance des Plaisirs, un bistrot in pieno centro gestito da una coppia di giovani. 
  • Ånga, per una curata cucina di stagione.
  • Leclere, lo chef ci invita nella sua cucina in cui mette in pratica il suo savoir-faire imparato negli anni in giro per la Francia.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐝𝐨𝐫𝐦𝐢𝐫𝐞 𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐩𝐞𝐥𝐥𝐢𝐞𝐫?

  • Ci spostiamo a Les Saintes Maries de la mer per dormire in una tradizionale roulotte gitana al Manade Clauzel, tra tori e cavalli. E prima di ripartire, un brunch al Bistro Chez Fanneu
Manade Clauzel

𝐓𝐢𝐩𝐬! ☜ da non perdere in zona

  • Chi ha voglia di vedere un bel pò di meduse (e non solo) può visitare il Planet Ocean nel complesso commerciale Odysseum che ospita anche il planetario con la Stazione Spaziale Internazionale.
  • Munirsi di sedia a sdraio e trascorrere una notte al Pic du Midi per ammirare la via lattea. 
  • Fare una partita a bocce nel parco del Peyrou, guardando il tramonto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close