Milano/HongKong/London

Qualche anno fa twittavo così: “Buongiorno comasco, pranzo milanese, cena amalfitana.. in sostanza un razzo umano!

Se invece esistesse il teletrasporto, darei appuntamento a delle amiche per una colazione a Milano, un brunch a Hong Kong e un tea a Londra.
Dove?
In tre posti altamente instagrammabili, le cui storie sono davvero affascinanti (continuare a leggere per credere)!

In via Palestro a Milano all’interno della GAM (a pochi passi da Villa Invernizzi e dai suoi fenicotteri rosa) troviamo LùBar.

Villa Invernizzi

LùBar, “il bar” in dialetto Siciliano nasce dall’idea dei fratelli Lucilla, Lucrezia e Ludovico Bonaccorsi (ed è quindi anche il bar dei Lu).

Lùbar

Siciliani d’origine, da un’esperienza pregressa nello street food che portava l’Arancino in giro per l’Italia e l’Europa su un’Ape Car allestita con motivi e colori che evocano la loro terra d’origine, e dopo aver sviluppato un servizio di catering, arrivano ad una prima sede sulla Terrazza del Mezzanino della Stazione Centrale di Milano, per poi creare nell’aprile del 2017 un caffè-bistrò, grazie alla partecipazione al bando per la creazione di un ristorante alla Villa Reale di Milano.

L’atmosfera è rilassata, un giardino d’inverno nel quale la luce è protagonista grazie alle grandi vetrate. Una veranda dai toni neutri che ospita il monumento Lambertenghi di Berthel Thorvaldsen e in cui il marmo bianco risalta tra le piante e gli arredi provenienti dal Marocco.

Ma la forza di Lùbar sta anche nel menù: la tradizione siciliana è rivisitata in chiave moderna e così oltre il classico arancino ci sono le panelle fatte con avocado!

E per la nostra colazione?
Un cappuccino con latte di mandorla, avocado toast Lùbar, cannolo di ricotta, centrifuga e ovviamente non si possono non assaggiare le panelle di avocado!

Ah qui la plastica è vietata (#nostraw) e le cannucce sono in rame!

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All’ultimo piano del Barracks Block di Tai Kwun si trova Madame Fù Grand Café Chinois, definito il nuovo ristorante più Instagrammabile di Hong Kong.

Ma chi era Madame Fù, la donna a cui questo posto si ispira?
Nata all’inizio del secolo scorso, figura dalla bellezza, intelligenza e indipendenza inconfutabile, dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio, nonostante per molti fosse considerata l’unica speranza per una buona vita, fu condotta a Parigi da un ricco amatore.
Fu nella capitale francese che si innamorò dei Grand Cafés tanto da desiderarne uno tutto suo, che aprì appena tornata a Shangai nei primi anni ’30, intrattenendo artisti, poeti e autori.

Al Madame Fù hanno così ricreato un ambiente esclusivo ed elegante, in cui poter gustare la cucina contemporanea cantonese e piatti delicati del tea pomeridiano, in sei camere uniche, ognuna delle quali ha una propria identità distinta, proprio come le molte personalità di Madame Fù.

The Grand Café

Il Grand Café, d’ispirazione parigina, è la sala da pranzo che sottolinea lo stile coloniale dell’edificio: finestre allungate e soffitto alto in legno, comodi divani, palme e tavoli in marmo, in una color palette che va dal verde al blu in contrasto ai pavimenti scuri in teak. Le pareti originali in mattoni espongono la collezione eclettica di arte cinese contemporanea di Madame Fù.

The Artist è una delle sale private che può ospitare fino a 12 persone in cui è esposta l’opera del pittore autodidatta Luis Chan.

Dietro una porta d’oro si apre The Whisky Lounge, una sala per eventi privati con grandi poltrone, divanetti in velluto e tappeti persiani, in cui ammirare i dipinti iconici di Konstantin Bessmertny.

The Pink Room eccoci finalmente in questa sala che vuole essere un’ode alle donne alla moda di Hong Kong ed è ispirata al più avanti citato Sketch London.

The Pink Room

Tra The Pink Room e The Red & Blue Verandahs io non saprei proprio quale scegliere.
Le due ampie verande sono illuminate da lampade realizzate con sciarpe di Hèrmes, hanno come sedute chaise longue di velluto e sono adornate da flora e fauna esotica.

The Red & Blue Verandahs

The Library è un paradiso barocco per un tranquillo rifugio dal trambusto cittadino con la sua vasta collezione di libri e riviste.

Fù Bar è incorniciato da tende di velluto verde smeraldo e si anima di notte con i dj set.

Ci fermiamo qui per il brunch, 4 diversi pacchetti tra cui scegliere, io seguirei il consiglio della casa: sentendomi un po’ come Madame Fù (che voleva sempre provare cose nuove) assaggerei lo Champagne Bernard Lonclas Blanc de Blancs Brut NV descritto come croccante e delicato al palato, perfetto con i piatti speziati asiatici.

Brunch

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Nel Mayfair a Londra, in un edificio del XVIII secolo, si trova Sketch.

The Gallery

Non vi nascondo che sto pensando di festeggiare lì il mio compleanno il prossimo giugno, con un Afternoon Tea in una visita a Londra a/r in giornata. Follia?

Sketch prende vita come fosse un triplice sogno: food and drinks, art, music.
Cinque sale, cinque diverse esperienze.
La più fotografata e nota è probabilmente The Gallery, progettata dall’architetto e designer India Mahadavi.
FOREVER PINK! Menu disegnati, poltrone in velluto e pareti piene di quadri/sketch di David Shrigley (per l’esattezza 245 opere) che ha disegnato anche piatti, teiere e tazzine che riportano parole o frasi del tipo “Dreams” and “Forget about it”.
Un afternoon tea da sogno con finger sandwich, marshmallow e dolci, il tutto accompagnato da tea o champagne.

Afternoon tea

Ma se tutto questo rosa della sala The Gallery non fa per voi, tranquilli in The Glade si è proiettati in una foresta incantata tipica delle fairy tales.

The Glade

E se devi incipriarti il naso?
C’è The East Bar & Pods.
Cos’è questo posto?
Tutto ciò che desideri, una toilette… Un Photo Booth.
Delle gigantesche uova che sono in realtà dei wc, un ambiente quasi psichedelico con luci al neon e rettangoli colorati in plexiglas sul soffitto.

The East Bar & Pods

Ma Sketch è anche stellato: The Lecture Room & Library, appena sopra le scale, offre un’esperienza culinaria unica, grazie allo chef Pierre Gagnaire e alla sua cucina francese elaborata e ambiziosa.

The Lecture Room & Library

E infine The Parlour, la sala più eccentrica, un cocktail bar illuminato a neon, con finestroni, tavoli riflettenti, carta da parati e tendaggi stampati (qui si può accedere anche senza prenotazione).

The Parlour

Ma il sito web di Sketch l’avete visto?
Ebbene si, è un’esperienza/gioco anche la navigazione!

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Voi avete un café/ristorante “Instagrammabile” del cuore? La mia lista è ancora molto lunga, ma pian piano ve la svelerò tutta!

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