Matera, il presepe vivente

Una delle 10 città da visitare assolutamente nel 2018 secondo Lonely Planet, Capitale Europea della Cultura nel 2019; a soli 200km da casa, a 40km da dove mio padre è nato.

Ci sono ritornata un po’ per caso, in una domenica alla ricerca del sole: una passeggiata nella storia, un luogo che ha saputo riscattarsi se si pensa che negli anni 50 i Sassi furono definiti “Vergogna Nazionale” per le condizioni igienico sanitarie in cui versavano i suoi abitanti che condividevano le grotte con gli animali, dichiarati poi un paesaggio culturale e accolti nel Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1993.

Un labirinto di vicoli e grotte scavati nella roccia di calcarenite, una sorta di presepe, soprattutto se si osserva Matera di sera quando la città si illumina.
La cosa più impressionante è forse osservare la Gravina accanto a cui sorge, un precipizio attraversato dall’omonimo torrente al di là del quale si estende la Murgia Materana, con le sue chiese rupestri (circa 150) e gli stazionamenti risalenti al Paleolitico e al Neolitico.

Nel Medioevo piccole comunità immigrate dalle zone della Cappadocia si rifugiarono in queste grotte arricchendole di cultura orientale.

Avendo una sola giornata a disposizione, ho deciso di non prendere alcuna guida, ma di perdermi nei Sassi.
Sono partita da Piazza Vittorio Veneto e, affacciandomi al Belvedere, subito ho avuto un’idea del luogo pazzesco in cui mi trovavo.

Sotto la piazza si trova il Palombaro Lungo, una delle cisterne più grandi d’Europa scoperta nel 1992.

Passeggiando lungo via San Biagio ho potuto osservare il Sasso Barisano dall’alto, visitare le chiese di San Giovanni (mi ha colpito particolarmente) e di Sant’Agostino, per poi immergermi in esso e da esso arrivare, attraverso la Cattedrale, in quello Caveoso.

La Cattedrale con il suo campanile alto 52 metri, si erge nella Civita. Presenta una facciata estremamente semplice, in netto contrasto con gli interni dove i decori e le architetture barocche lasciano quasi senza fiato.

Dopo un aperitivo in piazza del Sedile, ho gironzolato fino al cuore del Sasso Caveoso che mi è sembrato quasi un luogo irreale, perfettamente recuperato rispettandone l’essenza.

Qui c’è una bottega che realizza i “Timbri del Pane”,
si tratta di timbri in legno utilizzati per incidere sul pane le iniziali delle famiglie, al fine di riconoscerlo quando lo si portava a cuocere nel forno comune, un’usanza che non conoscevo!

Per godere di una vista a 360° sul Sasso Caveoso e sulla Gravina, si può salire fino alla piccola e affrescata Chiesa di Santa Maria de Idris.

Per comprendere gli usi e costumi degli abitanti del Rione Sassi, è d’obbligo una visita alla Casa Grotta, in Vico Solitario, arredata con mobili e attrezzi autentici.

Risalendo fino a Piazza Pascoli, ho dato un ultimo sguardo ai Sassi prima di rientrare.
Ricordavo bene questa piazza, dove ero già stata diversi anni prima e dove si trova Palazzo Lanfranchi, splendido edificio del ‘600 e sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata.

Avendo più giorni a disposizione, da non perdere è sicuramente una visita alla Chiesa Rupestre di San Pietro Barisano, che a me è sfuggita; al Castello Tramontano, o un tour per ripercorrere tutti i luoghi che hanno visto Matera protagonista nel film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Un’esperienza che vorrei provare, dopo aver dormito in un trullo, è quella di dormire nei Sassi, in una grotta antica millenni. Gli alberghi di lusso a Matera sono ormai diversi, dall’Hotel Sassi (1996, il primo albergo ricavato all’interno dei Sassi, realizzato ristrutturando un ampio complesso abitativo, in parte costruito e in parte scavato a partire dal Cinquecento), al Sextantio Le Grotte della Civita (un albergo diffuso costituito quasi interamente da immobili ipogei e scavati, alcuni di eccezionali dimensioni), molti con SPA come l’Aquario Cave. Passeggiando per il Sasso Caveoso ho scoperto La Casa di Lucio, davvero delizioso, con un patio con ulivi e le lucine delle feste.

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