Land Art in Italia, 10 siti imperdibili

Quando ho iniziato a scrivere L’Italia in Pillole, uno dei miei principali obiettivi era scoprire tutte le installazioni d’arte immerse nella natura su territorio italiano, da nord a sud, isole comprese!

Land Art, opere site-specific, interventi di artisti. Posso assicurarti che sono davvero tanti, emozionanti ed unici e puoi trovarli nelle mie guide, nella pagina dedicata ad Arte e Musei.

Se invece credi che ne manchi qualcuno, lasciami un commento qui sotto, sarò felicissima di scoprirne di nuovi.

Ma che cos’è la Land Art? E qual è la differenza con le opere sited-specific?

Sorta intorno al 1967 negli Stati Uniti, la Land Art è una forma d’arte contemporanea anche nota come earth artearth works: il paesaggio – il più delle volte incontaminato – diventa soggetto e al tempo stesso materia dell’opera che dunque assume un carattere transitorio, effimero, come se si trattasse di un evento irripetibile. L’unico modo per conservare l’opera è fotografarla, filmarla. Si tratta, il più delle volte, di installazioni su larga scala e solo un’osservazione dall’alto permette di averne uno sguardo onnicomprensivo. Ci troviamo quindi di fronte ad un rifiuto degli spazi espositivi tradizionali, considerati troppo asettici.

Le opere “site-specific” sono invece pensate specificamente per un luogo, dunque se rimosse da tale luogo possono perdere tutto il loro significato.

Ora però voglio stupirti con la mia personalissima lista dei 10 luoghi imperdibili in cui respirare arte in Italia, andiamo!


  1. Cretto di Burri

📍Gibellina, Sicilia

È la più grande opera di Land Art al mondo: una colata di cemento bianco ricopre il centro storico di Gibellina, distrutto dal sisma del 1968. Un cretto su scala ambientale dal forte impatto emotivo che testimonia la vita che c’era attraverso la memoria: l’artista ha ricostruito la pianta del paese trasformando le strade in solchi, in una sorta di labirinto. Il Museo del Grande Cretto, inaugurato nel 2019 all’interno dell’indenne ex chiesa di Santa Caterina, conserva fotografie, documentazioni storiche, plastici e proiezioni che raccontano la genesi dell’opera di Burri.


2. Arte Pollino

📍Basilicata

È un’associazione culturale costituita nel 2008 per promuovere e diffondere l’arte contemporanea, in particolare il rapporto tra arte e natura, nel territorio del Parco nazionale del Pollino, con il coinvolgimento della comunità locale. Molteplici gli itinerari per scoprire interventi e installazioni d’arte sul territorio, ma il mio preferito rimarrà sempre la Giostra Panoramica RB Ride in Località Timpa della Guardia a San Severino Lucano.

L’opera, un elogio alla lentezza, è stata progettata dall’artista Carsten Holler che ne ha rallentato la rotazione affinché la forza centrifuga, propria della giostre, fosse annullata. Chi ne ha accesso è così colto da un senso di inquietudine: per compiere un giro completo si impiegano 15 minuti. Cosa fare allora? Contemplare il paesaggio circostante: si trova a 1169 mt slm nel Parco del Pollino, un’area naturale che vanta le vette più alte del Sud Italia con cime oltre i 2200 metri.


3. Ago, Filo e Nodo

📍Milano, Lombardia

Un’opera realizzata alla fine degli anni ‘90 dai coniugi Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen. Installata in Piazzale Cadorna a Milano, appare coloratissima e divisa in due: da un lato l’“ago con filo” e dall’altro il “nodo”, uniti idealmente nel sottosuolo. La scultura ha molteplici significati, alludendo sia alle linee della metropolitana milanese con i colori rosso, verde e giallo, sia alla laboriosità dei milanesi con riferimento al mondo della moda.


 4. Arte Sella / The contemporary Mountain

📍Trentino Alto Adige

Si tratta di un’associazione culturale nata in forma sperimentale nel 1986 da un gruppo di amici che immaginarono di coniugare arte contemporanea e natura. Diversi i percorsi espositivi: il Giardino di Villa Strobele in Val di Sella – dove è nato il progetto – ospita opere realizzate da architetti di fama internazionale; il Sentiero Montura collega il giardino di Villa Strobele all’area di Malga Costa in cui si trovano le opere monumentali. Il filo conduttore è la natura da difendere, in quanto scrigno della memoria, e da interpretare – anche nella sua assenza.


5. Fattorie di Celle

📍Pistoia, Toscana

A Pistoia, in un parco di 45 ettari, sorge una collezione di arte ambientale voluta dal collezionista Giuliano Gori. Una caccia al tesoro alle 80 opere/installazioni immerse nella natura e realizzate sin dagli anni ‘70 da artisti internazionali, tra cui Alberto Burri (la cui opera segna l’ingresso alla Fattoria), Mauro Staccioli e Robert Morris.


6. Giardino delle Pietre Sonore

📍San Sperate, Sardegna

In un agrumeto, un museo a cielo aperto, un laboratorio in cui, fin dagli anni ’60, Pinuccio Sciola ha scolpito e collocato le sue pietre megalitiche, in basalto e calcare. Capaci di vibrare e riprodurre suoni arcaici, ancestrali e mistici, queste opere comunicano il potere della natura e la forza della Terra: per Sciola infatti, la pietra non è una materia inerte da modellare, ma un‘entità pulsante di vita propria e può essere osservata e fruita attraverso un 3° senso: l’udito.


7. MuSaBa – Parco Museo Santa Barbara

📍Mammola, Calabria

Un Parco, Museo e Laboratorio produttivo all’aperto, creato nel 1969 dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas, che riflette sull’idea di fusione tra uomo e natura. Si sviluppa attorno ai resti di un antico complesso monastico del X secolo, ricco di significative preesistenze archeologiche. Il parco, abitato da piante e arbusti di varie specie, ospita opere monumentali di artisti internazionali, pensate e realizzate per gli spazi del museo. Le mura esterne del chiostro (mille metri quadrati in progress) sono rivestite di mosaico, in cui il vero protagonista è il colore.


8. Edoardo Tresoldi

Giovane e visionario artista italiano, crea opere ambientali in rete metallica. L’installazione che mi ha fatto innamorare del suo lavoro è stata quella progettata per il Coachella Valley Music and Arts Festival (2018).

In Italia puoi ammirare le sue opere permanenti a:

📍Siponto, Puglia

Edoardo Tresoldi ha riportato alla luce la Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Siponto: attraverso un manufatto contemporaneo è riuscito a far rivivere l’antico e dunque la storia. Una struttura trasparente, leggere e apparentemente fragile, tridimensionale, in movimento. Un nuovo tipo di restauro archeologico che segna un nuovo sodalizio tra arte e spazio/paesaggio in cui sorge. Il visitatore entra in un rapporto diretto e fisico con l’opera che diviene un ponte nella memoria del luogo e ne evidenzia lo scorrere del tempo.

📍Reggio Calabria, Calabria

L’installazione, sul lungomare di Reggio Calabria, mette in dialogo tra loro il luogo e l’essere umano. Quest’ultimo può attraversare l’opera contemplandola: un colonnato di rete metallica crea giochi di altezze e profondità attraverso corridoi prospettici nello spazio aperto del parco. Le colonne, archetipi fondanti del retaggio culturale occidentale, definiscono un’architettura che accoglie e scandisce l’esperienza del luogo stabilendo un rapporto diretto tra terra e cielo.

📍Pizzo Calabro, Calabria

Il Collezionista di Venti “siede su un muro tra le viuzze del centro di Pizzo, lo sguardo fisso verso le Eolie, controlla il gioco dei venti che animano gli alberi e fischiano tra i vicoli. Non c’è vento che non abbia chiacchierato con lui”.

📍Arte Sella, Trentino Alto Adige

Simbiosi, in rete metallica e pietra locale.


9. Volterra

📍Toscana

Le opere ambientali di Mauro Staccioli, originario di Volterra, sono state installate nel territorio nel 2009 per la mostra “Luoghi d’esperienza”. Queste enormi sculture geometriche minimaliste costituiscono un vero e proprio percorso d’arte per riscoprire la campagna toscana. L’opera più nota è sicuramente il “cerchio dello Staccioli” che incornicia, in un rosso fiammante, l’intera vallata.


10. Fiumara d’Arte

📍Sicilia

Un museo a cielo aperto (dalla storia turbolenta) nato nel 1982 da un’idea di Antonio Presti. 

📍38° Parallelo, Piramide, Motta D’affermo (ME)

In cima ad un’altura nel territorio di Motta d’Affermo, con gli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa sullo sfondo, si erge una scultura di Mauro Staccioli. Si tratta di una piramide in acciaio corten, parzialmente sprofondata nel territorio roccioso, con una fessura lungo lo spigolo occidentale che lascia penetrare la luce solare all’interno. La piramide, generalmente legata ad un concetto di immortalità, qui lascia spazio alla transitorietà. Le sue coordinate geografiche centrano perfettamente il trentottesimo parallelo. 

📍Labirinto di Arianna, Castel di Lucio (ME)
Un labirinto in calcestruzzo realizzato tra il 1988 e il 1989 dallo scultore Italo Lanfredini. Il materiale, volutamente non levigato, ha un colore simile alla terracotta: in questo modo, nel tempo, agenti naturali e visitatori lo hanno trasformato e ammorbito. Un percorso a spirale in cui non ci si può perdere, ma solo ritrovare.

📍Monumento per un Poeta Morto, Messina
La “Finestra sul mare”, sulla spiaggia di Villa Margi, è l’opera più conosciuta di Fiumara d‘Arte. Ideata da Tano Festa e dedicata al fratello poeta, è un’enorme cornice alta 18 metri, in cemento armato e armatura ferrosa, di colore azzurro intenso intervallato da nuvolette. Una finestra che incornicia il mare, quasi a delimitarlo e a costringerci a osservare quello scorcio, ad ammirare quanto di bello abbiamo intorno e quanto troppo spesso diamo per scontato!


E tu sceglieresti una di queste destinazione per il tuo prossimo viaggio?

A presto

Marianna

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